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«Quel sogno con la Viola e l’impegno con le zebrette»

Aldo Antola
«Quel sogno con la Viola e l’impegno con le zebrette»

Il portiere Barsottini racconta i dieci anni trascorsi nelle giovanili della Fiorentina. E sul Covid: «Sono guarito del tutto»

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Questo periodo che ci costringe in casa o almeno ad uscire il meno possibile per limitare al minimo i contagi ci ha portato a rivedere il film fino ad ora svolto dal portiere bianconero Marco Barsottini, un film che solo per la questione di pochi centimetri non è diventato un kolossal.

Perché Barsottini è stato ad un passo dal salire sul grande palcoscenico della serie A fino a quando la Fiorentina non ha deciso di puntare a portieri dal fisico da granatieri. Marco Barsottini nasce a Massa il 28 ottobre del 1997 e dopo pochissimi anni si innamora del pallone.

A cinque anni va nei pulcini del Bonascola e subito un anno dopo è “visto e preso” dalla Fiorentina. Con la squadra viola trascorre 10 anni incredibili dai pulcini fino agli Allievi nazionali, fino al 2013. «Poi la società viola decide di fare una scelta e punta su atleti più alti, mi fregano una manciata di centimetri, per il resto avevo impressionato tutti – ammette con molta sincerità il portiere della Massese - ed allora accetto subito la proposta della squadra bianconera che mi affida la porta a soli 17 anni, sfruttando la possibilità del fuoriquota per tre anni consecutivi».

E sono anni che ricordiamo tutti bene dove molte società di meravigliavano di una scelta tanto coraggiosa della Massese che aveva visto giusto e questa fiducia era ben contraccambiata da Barsottini. A Marco chiediamo che ricordi ha di Firenze e delle squadre dove ha giocato.

«Lungo tutto questo tragitto ho avuto compagni che poi hanno fatto carriera, cosi come allenatori ho avuto Semplici ed altri. In particolare ricordo i periodi quando a 15 e 16 anni noi degli allievi ci allenavamo con la Primavera, poi la settimana che non dimenticherò mai dove ero aggregato alla Primavera e ci allenavamo con la prima squadra viola che in quel periodo superò la Juventus 4-2 in rimonta. Tutti a Firenze ricordano, in quella squadra c’reano Pepito Rossi, che fece la tripletta ai bianconeri, poi Neto, Rodriguez Mario Gomez, Borca Valero e altri. Ricordo i dieci anni delle giovanili dove ho sempre giocato con Chiesa, abbiamo la stessa età».

Poi l’arrivo alla Massese. «A Massa ho iniziato gli anni più belli, quelli da “grande” dove giocavo con gli adulti, in campionati veri e qui ho fatto 150 partite circa prima di passare due anni al Camaiore. Ora sono tornato e spero di farne molte di più».

Infine al portierone bianconero chiediamo come ha vissuto la sua esperienza Covid, dato che risultò positivo al tampone. «Ora sto bene e proprio domani sono 21 giorni dalla positività, quindi posso uscire e tornare alla vita normale. Devo dire che non ho avuto grossi problemi, salvo la febbre dei primi due giorni e qualche dolore. Nessun problema alla respirazione o altro. Ci è dispiaciuto interrompere il campionato perché avevamo raggiunto una grande condizione fisica e di gioco, eravamo sopra tutte le altre squadre. Ora speriamo che tutto passi alla svelta e si possa tornare a correre sul campo».

E agli sportivi rimane il ricordo di quel rigore parato stupendamente a Scandicci nello spareggio per la salvezza in uno stadio esaurito. —

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