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l’intervista 

Mai dimenticato dai tifosi, Bertoneri: «Mi piacerebbe aiutare la Massese»

Alessandro Tabarrani
Mai dimenticato dai tifosi, Bertoneri: «Mi piacerebbe aiutare la Massese»

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Parlare di Dante Bertoneri non è mai banale né noioso. A Torino se lo ricordano ancora molto bene nonostante siano passati tanti anni giacché, Dante, al pallone dava del “tu”. Avrebbe potuto diventare un vero e proprio fuoriclasse con la maglia del Toro, ma qualcosa andò storto e Bertoneri fu ceduto all’Avellino nel 1983 a soli vent’anni. Se ne sono sentite tante sul suo conto, tenendo però ben presente la sua classe tanto che a Torino fu individuato come l’erede di Gigi Meroni.

Ma la sua permanenza in maglia granata durò troppo poco, così come troppo veloce fu il suo declino. «Il mio sogno - ha spiegato Bertoneri - era quello di giocare tanto anni nel Toro, ma quando mi cedettero fu un duro colpo per me. Indossare a diciassette, diciotto anni la maglia numero 10 e quella numero 7 del Toro era un grande orgoglio ma dall’amarezza per la cessione non sono più riuscito riprendermi perché volevo proseguire».

Poi Avellino, Parma e Perugia prima di arrivare nella Massese nella seconda metà degli anni ’80. Ovviamente, si rivelò quello che tutti si aspettavano, ovvero, un assoluto lusso per la C2 e giocate da stropicciarsi gli occhi nel bel calcio che fu. Di recente, tanto per dire, Dante è stato inserito nella top undici bianconera di tutti i tempi attraverso un sondaggio fatto dal gruppo Facebook “Io tifo Massese”. Non poteva essere altrimenti dinanzi ad una classe cristallina. «Un po’ sono rimasto sorpreso da questa cosa - ha aggiunto Bertoneri - anche perché spesso venivano dette cose non vere su di me. Sono felice che la gente si sia un ricreduta e che la verità sul mio conto stia venendo a galla».

Dopo la Massese, la breve esperienza nella Rondinella e il definitivo addio al calcio a soli 26 anni. Trovato rifugio nella fede, oggi Dante ha bisogno di trovare una sua strada lavorativa, magari all’interno del mondo del calcio che, in fondo, glielo deve dopo averlo masticato e sputato. Peraltro, tempo fa era stato chiamato a fare l’osservatore per la società granata, salvo poi essere scaricato un’altra volta. «Il Torino mi prese per fare l’osservatore - prosegue Dante -, alla fine però gli impegni pattuiti non sono stati rispettati. È stata una nuova delusione come collaboratore dopo quella avuta come calciatore».

La faccenda si è poi risolta in sede legale con le parti che si sono accordate attraverso la conciliazione che ha portato Bertoneri a vedere riconosciuto un risarcimento danni in suo favore. «Mi piacerebbe dare una mano alla Massese, purtroppo però la chiamata in questi anni non è mai arrivata. Devo dire però che ho ricevuto tanti attestati di stima e di questo ne sono felice perché dimostra che le tante cose dette sul mio conto non erano vere». Dante, che sta valutando anche una ripresa dell’attività podistica che tante soddisfazioni gli ha regalato negli anni successivi a quelli passati nel calcio, ha ancora bisogno che qualcuno gli dia la fiducia necessaria. «Mi piacerebbe rientrare nel mondo del calcio con il ruolo di osservatore». —

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