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Se ne va in pensione coach Antonio Fiorani artefice degli anni d’oro del basket carrarese

david chiappuella
Se ne va in pensione coach Antonio Fiorani artefice degli anni d’oro del basket carrarese

Giocatore e poi allenatore di Audax e Pallacanestro Carrara  dal 1977 al 2017. «I veri valori sono i legami con i giovani»

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carrara

Lo scorso 1° luglio è andato in pensione Antonio Fiorani, storico funzionario dell’Ufficio sport del Comune di Carrara e protagonista di spicco, in veste di allenatore, della stagione d’oro del basket carrarese.

Nel corso della sua lunga carriera di tecnico, iniziata nel 1977 e terminata nel 2017, Fiorani ha ottenuto molti successi e soddisfazioni, regalando al territorio alcune delle sue più belle pagine di storia sportiva, in un’epoca in cui il gioco del basket in città era molto sentito e partecipato, come testimoniano le centinaia di persone che riempivano ogni fine settimana la caserma Dogali per assistere alle gesta dei loro beniamini. Anni in cui la partecipazione emotiva di Carrara a questo sport era più forte, grazie ad una maggiore identificazione tra la città e gli atleti che ne indossavano i colori.

Abbiamo raggiunto l’ex coach apuano al telefono, chiedendogli di ripercorrere alcune di quelle pagine e tracciare un bilancio della sua esperienza. «A Carrara - ricorda Fiorani - ho allenato sia l’Audax che la Pallacanestro Carrara, squadra che ho avuto il merito di aver mantenuto in serie B. Per un periodo ho allenato anche a La Spezia e sono riuscito a far promuovere questo club dalla C alla B. La mia carriera da allenatore si è conclusa al Centro minibasket Carrara. Anche quest’ultima formazione, sotto la mia guida, ha effettuato il salto di categoria, da C Silver a C Gold». Al di là dei successi, Fiorani fa sapere che i suoi ricordi più belli sono legati al rapporto umano instaurato con molti giocatori, attraverso un legame di amicizia proseguito e rafforzatosi anche fuori dal campo. «Alla fine - spiega l’ex coach - quello che per me conta davvero è aver contribuito alla crescita e all’educazione di questi ragazzi, trasmettendo loro valori come il rispetto per le regole, la lealtà, l’impegno e l’importanza del gioco di squadra». Ancora Fiorani: «Dal punto di vista tecnico bisogna sottolineare che un tempo i giocatori erano abituati ad uno stile di gioco molto diverso da quello attuale, soprattutto per quello che riguarda la velocità. Oggi, inoltre, hanno assunto un’importanza fondamentale la preparazione fisica e l’attenzione all’aspetto sanitario. Anche nel settore dei non professionisti adesso sono richiesti alle società sportive un impegno economico notevole e un aggiornamento costante».

Intanto in queste ultime ore sono cambiate le regole regionali per gli sport da contatto, per sopperire alla mancanza di spazi nelle palestre in seguito alle restrizioni dovute all’emergenza coronavirus. Dalla Federazione italiana pallacanestro era già arrivato il via a riprendere un minimo di attività, seppure ancora in mancanza di ogni tipo di contatto fisico, con la possibilità di svolgere all’aperto allenamenti al completo. Al chiuso c’era la limitazione di non più di 12 atleti per turno. Adesso le nuove disposizioni della Regione autorizzano la ripresa degli sport da contatto. Per il basket sembrerebbe dunque scoccata l’ora del ritorno alla normalità. Resta però il problema legato all’utilizzo delle palestre. «La situazione -chiude Fiorani- è ancora molto complessa e prima di tornare a giocare a basket in modo normale occorrerà capire bene quello che si può fare e fin dove è possibile spingersi». —

david chiappuella

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di Redazione web