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«Mi auguro che il sogno della B possa realizzarsi»

Luca Santoni

Ha un rammarico l’ex dirigente Walter Devoti: peccato non vedere lo stadio pieno di tifosi, avrebbero dato una mano

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«Da tifoso faccio un grande in bocca al lupo alla squadra e mi auguro che questo sogno, da sempre inseguito, possa realizzarsi». Manca meno di una settimana all'esame della Carrarese. Gli azzurri scenderanno in campo lunedì 13 luglio. In un momento così importante, lo storico ex dirigente Walter Devoti ha voluto lanciare un messaggio di speranza e un augurio alla squadra di Silvio Baldini.

«La Carrarese ha una buona squadra e si presenterà alla sfida sicuramente preparatissima, perché il suo allenatore è bravissimo. Anche in questo periodo di grandi difficoltà credo che abbiano trovato il modo di allenarsi al meglio. Chiaramente manca l'agonismo che si vive normalmente, ma sono sicuro che la squadra sarà preparata. Il grande dispiacere è per l'assenza del pubblico. Conoscendo i carrarini, avrebbero sicuramente dato il loro notevole contributo, però i giocatori dovranno scendere in campo come se ci fossero i loro tifosi sugli spalti a incoraggiarli. La rimpatriata delle vecchie glorie degli anni '80 che abbiamo fatto l'altro giorno va letta anche in questo senso. Tutti noi speriamo che questa squadra riesca a centrare l'impresa. Sarebbe importante per la stessa città». «Tante volte ci si dimentica che non esistono solo i calciatori, ma anche gli addetti ai lavori, coloro che girano intorno alla squadra - continua - disputare la Serie B è qualcosa di enorme che dà prestigio a tutta una città e non solo al mondo del calcio. Rappresenterebbe una pubblicità clamorosa per la nostra bella città, per il nostro marmo e le bellezze che abbiamo. Per me Carrara è una delle città più belle al mondo. Spettacoli naturali come il nostro ce ne sono pochi al mondo».

Una promozione in B che almeno nell'era moderna la Carrarese non è mai riuscita a conquistare. «Infatti faccio i complimenti ai proprietari attuali, che hanno capito quanto sia importante stare nella Carrarese. L'unico grosso rammarico è quello di non poter vedere lo stadio dei Marmi pieno, come avrebbe meritato. Mi auguro che ci sia continuità, con l'ingresso ancora maggiore di forze imprenditoriali locali. L'ultima cosa che mi auguro è che un giorno la Carrarese non torni in mani “straniere”, cioè di gente non di Carrara». Quando la società è stata gestita da imprenditori non locali, è sempre finita male. «È normale. Non c'è il cuore. Ci sono interessi, ma un altro conto è una proprietà locale. I nostri imprenditori hanno avuto il grande merito di crederci e spero che vengano ricompensati con un grandissimo risultato». —

Luca Santoni

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