Il Tirreno

carrarese/parla walter devoti 

«Contributi per meriti e giovani da valorizzare in serie B e C»

Luca Santoni
«Contributi per meriti e giovani da valorizzare in serie B e C»

3 MINUTI DI LETTURA





carrara

«Se questo è il modo di far fallire la Serie C, ci stanno riuscendo». È duro il commento di Walter Devoti in merito alla possibile riforma che interesserà il calcio italiano, ideata nell'ultimo Consiglio della Figc del 25 giugno. A raccogliere l'indiscrezione è SportPaper.it, il quale rivela come si sia di fatto messo in moto il meccanismo che porterà ad una grande riforma dei campionati. «Non è ancora chiara la tempistica, la formalizzazione del procedimento né se la riforma andrà in vigore già nel 2020-2021 – scrive il sito - ma il dado è tratto».

Non ci sarà la Serie B a due gironi, ma una serie cadetta a 20 squadre sostanzialmente identica alla vecchia. Grossi, invece, i cambiamenti per la Serie C che sarà composta da un solo girone a 20 squadre, con tre promozioni e tre retrocessioni. Nella Lnd nascerà un nuovo campionato, una sorta di Serie D élite con tre gironi da 20, mentre l'attuale Serie D diverrà di fatto la quinta serie. «Non si rischia di andare incontro ad una Serie C ancora meno sostenibile per i club, a partire dall'aumento delle spese per le trasferte?», questa la domanda che abbiamo rivolto a Devoti. «Per quanto mi riguarda – ha spiegato l'ex dirigente della Carrarese - non condivido assolutamente questa riforma. La C è fondamentale per il calcio dei grandi, e non può scimmiottare Serie A e B senza i necessari contributi. Vediamo cosa diranno i presidenti. Anche loro dovrebbero avere voce in capitolo. Il “bello” ha da venire. La pandemia ha distrutto la nostra economia e voglio vedere all'atto pratico in quante società potranno iscriversi ai campionati. La C aveva una funzione, quella di lanciare i giovani, ma non dimentichiamo neanche che la C era il campionato dei campanili e dei derby. Oggi, invece, noto una Serie C svalorizzata, con una qualità molto inferiore a qualche hanno fa».

Prosegue: «La Serie C deve rivalorizzarsi e tornare alla sua funzione: lanciare giovani, ma senza obbligatorietà. Per prima cosa toglierei l'obbligo di schierare giocatori in base dall'età. In tutti i campionati deve giocare chi merita. I contributi non vanno gettati a pioggia, ma in base a quello che produci. L'Atalanta ha uno dei settori giovanili migliori d'Italia: quello è l'esempio da seguire. La C deve lanciare giovani attraverso la valorizzazione dei settori giovanili, avvalendosi di professionisti. Tornando ai format, la vera riforma che ho sempre sostenuto già ai tempi di Abete e Macalli, quando andavo alle riunioni in veste di amministratore della Carrarese, era quella della divisione della Serie B in due gironi, seguita da una Serie C a tre gironi e una Serie D a 9 gironi semiprofessionista, perché il campionato di Serie D è un falso dilettantismo». «Gravina? - chiude Devoti - penso che il presidente Figc abbia fatto un ottimo lavoro, far ripartire i campionati in una situazione del genere non era facile. Certamente i campionati senza pubblico sono molto tristi, ma purtroppo la situazione è grave». —

Luca Santoni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa