Attenzione
La dirigenza fa muro: il club non è in vendita
I vertici bianconeri rifiutano di scrivere la lettera di invito necessaria all’imprenditore indiano per venire in città
massa
Se non è una chiusura definitiva, poco ci manca. L’attuale dirigenza della Massese infatti, tanto per ribadirlo una volta di più, pare decisa a continuare la sua esperienza alla guida dello storico sodalizio. Una posizione che sta nei fatti e che sta respingendo la corte dell’imprenditore indiano, Ranjit Bajaj che, tuttavia, vorrebbe venire in Italia per rendersi conto direttamente della situazione.
I fatti stanno in poco posto: per venire nel belpaese Bajaj ha bisogno della relativa documentazione, tra cui anche una lettera di invito della stessa Massese, richiesta dall’ambasciata e necessaria per motivare il suo viaggio in Italia. Dell’aspetto, diciamo così, burocratico, si sta occupando la coppia di emissari italiani, Massimo Radicchi e Andrea Mancaraglia. È stato lo stesso Radicchi, un paio di giorni or sono, a chiedere alla dirigenza bianconera di scrivere tale missiva, una richiesta che però è stata rispedita al mittente senza indugi. «Tra la documentazione necessaria per portare Bajaj in Italia - ha detto Radicchi - c’è bisogno anche della lettera di invito da parte della Massese. Al momento la nostra richiesta è stata respinta». Ecco perché tutto lascia pensare che sarà assai difficile anche solo aprire una trattativa. «L’interesse verso la Massese di Bajaj - ha ribadito Mencaraglia - è stato anche messo per iscritto attraverso una lettera. D’altro canto, l’imprenditore vuole venire in Italia per rendersi conto personalmente di tutti gli aspetti della questione. Vuole vedere lo stadio, la città e quant’altro, visto che la sua volontà è quella di investire nella squadra cittadina. Ci siamo appoggiati anche a degli esperti per trovare una soluzione per poterlo far venire in Italia».
Il rifiuto di scrivere la lettera d’invito da parte della Massese lascia poco spazio ai voli pindarici, spiragli non sembrano esserci. Al momento però, sia Mencaraglia che Radicchi non sembrano disposti a mollare, senza prima aver tentato in tutti i modi di mettere in contatto Bajaj con la dirigenza zebrata. «Quando parlai con la dirigenza - ha aggiunto Mencaraglia - ci fu chiesta una cifra, quindi una base per trattare ci sarebbe, al di là che questa richiesta sia eccessiva. Ecco perché Bajaj vuole venire in Italia e rendersi conto della situazione». È bene dirlo: se le cose dovessero andare per le lunghe, l’imprenditore indiano potrebbe spostare la sua attenzione ad altre realtà, toscane e non solo. —
Alessandro Tabarrani
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