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Oppicelli: «Ai playoff a fari spenti, ma ce la giocheremo»

Luca Santoni
Oppicelli: «Ai playoff a fari spenti, ma ce la giocheremo»

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Il presidente della Carrarese Fabio Oppicelli lancia la volata playoff degli azzurri. Spareggi per la Serie B che il club apuano giocherà direttamente dai quarti, grazie al secondo posto conquistato in campionato.

«Ormai è ufficiale – commenta il numero uno di piazza Vittorio Veneto – il secondo posto rappresenta un piazzamento storico per noi. Spero che vada bene, come quando avevamo affrontato e vinto i playoff per la C1. Ci prepareremo al meglio e andremo a vivere questa emozione, sperando in un lieto fine. Chiaramente troveremo squadre di altissimo livello, perché resteremo in otto, quindi affronteremo avversari estremamente competitivi, ma pensiamo di essere all'altezza. Abbiamo giocatori che possono trovare il colpo risolutore, come accaduto l'anno scorso a Vercelli. Ce la possiamo giocare. Sicuramente andremo a testa alta. Certamente noi partiamo a fari spenti. In giro si parla poco della Carrarese, ma questo può essere anche un bene. Andiamo a viverci questa avventura».

Si ritiene soddisfatto di quanto deciso dal Consiglio federale della Figc? «Realisticamente, o si faceva proseguire il campionato nell'anno solare (ma sarebbe stato complicato), altrimenti far giocare tutte le partite era impossibile. Hanno deciso di bloccare le classifiche. Nei playoff hanno introdotto la partita secca, al posto del doppio turno andata e ritorno. Difficile dire se sia meglio o peggio. D'altra parte è accaduto qualcosa di straordinario e finiremo con una situazione straordinaria. Il verdetto arriverà dal campo, anziché da un tavolo, e questo è sicuramente più equo. Quello che mi domando è, qualora ci fossero grosse modifiche previste per la stagione successiva, non potevano essere già ragionate sul campionato in corso, visto quanto è successo? Probabilmente ci sono problematiche maggiori, che non conosco. Noi comunque in Lega avevamo votato per giocare. Alla fine in qualche modo si torna in campo. Il risultato arriverà da una serie di partite e questa è la cosa più corretta».

Secondo lei arriveranno prima o poi le tanto ventilate riforme del calcio? «Sono discorsi che sento da 15 anni. Una riforma c'è stata, quando già facevo la Serie C, c'erano C1 e C2 con 90 squadre, sono diventate 60, ma questa riforma ha lasciato alla fine gli stessi problemi di prima. Credo sia importante rivedere il numero di società - continua Oppicelli - però va rivisto anche l'intero sistema, a partire dalla modalità della distribuzione dei fondi e di come spenderli. Lo vediamo anche in Serie A. Nella maggior parte dei casi, più soldi entrano più ne vengono spesi. Va rivisto il sistema, affinché una società possa essere auto-sostenibile. Oggi in Serie C puoi gestire la società anche nel migliore dei modi ma non sarà mai auto-sostenibile a differenza di quanto accade in altre categorie. Il primo passo quindi dovrebbe essere quello di trovare un metodo per rendere i club di C sostenibili almeno come in Serie B». —

Luca Santoni

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