Il Tirreno

pontremolese/l’intervista 

Stefano Marziani: «Questo club è tutto fuorché dilettante»

bruno fazzini
Stefano Marziani: «Questo club è tutto fuorché dilettante»

2 MINUTI DI LETTURA





pontremoli

Continua la presentazione dei protagonisti di rilievo della Pontremolese: è il turno dell'ex portiere Stefano Marziani, classe 84' “giramondo” in cinque regioni diverse, diplomato Uefa "B", prepara e allena i giovani portieri del sodalizio lunigianese.

Da calciatore, nella stagione 97/98 passa dal settore giovanile della Pontremolese allo Spezia Calcio Giovanissimi, per poi rientrare a Pontremoli: «Costavo troppo - esordisce Marziani - lo dico scherzando ma andò proprio così. Al termine della stagione non venne trovato l'accordo economico per l'acquisto del mio cartellino. Quella stagione fu comunque un anno importante, era la prima volta che mi confrontavo con una realtà professionistica». Un anno a Pontremoli e poi al Brescia negli Allievi nazionali e in Primavera: «Fu la prima stagione lontano da casa - continua - a 16 anni non è facile ma sono esperienze che auguro a tutti di fare». In seguito Puteolana in C2, Massese (Serie D), Pontremolese e Rapallo in Eccellenza, e poi categorie minori. «Ricordo con piacere l'anno della salvezza con il Pontremoli sul campo del Seravezza all'ultima giornata».

Adesso preparatore dei portieri. «Solo tra qualche anno si vedrà se con il lavoro fatto sul campo avrò ottenuto buoni risultati. In questo sport come nella vita è l'ambizione che ci tiene vivi, che ci permette di migliorare. E poi la Pontremolese infatti è tutto tranne che una società dilettantistica. Tra di noi c'è una grande collaborazione. Un obbiettivo dell'area portieri -prosegue Marziani - è quello di puntare i riflettori sul ruolo del preparatore dei portieri perché non ha mai avuto l'importanza che meritava. In questi due anni siamo riusciti ad organizzare nel nostro centro due stage formativi con uno dei migliori preparatori a livello nazionale Michele De Bernardin, responsabile dell'area portieri del Parma, con il quale abbiamo avuto, insieme a più di 30 colleghi partecipanti, un ottimo e produttivo confronto». Quali sono stati i motivi più importanti del successo della società? «I motivi hanno nome e cognome: Piergiorgio Aprili e Luca Lecchini. La Pontremolese si rispecchia nell'entusiasmo trascinante di queste due persone che in poco tempo hanno reso questa società una delle più belle realtà calcistiche a livello regionale», conclude. —bruno fazzini



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini