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Nenci, il “motorino” non saltò una gara «Il ricordo della B mi fa felice ancora»

Aldo Antola; aldo antola
Nenci, il “motorino” non saltò una gara «Il ricordo della B mi fa felice ancora»

Livornese, classe ’41, tre anni in bianconero e la promozione «Questa città mi è rimasta nel cuore, ho tanti amici»

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Aldo Antola / massa

Oriano Nenci, livornese classe 1941, è stato con Ciruel e Colombo il blocco motore del campionato 1969/70, quello della promozione in B. Nenci ha giocato, con Zana e Palù, tutte le gare di campionato, gli altri del blocco storico soltanto una gara in meno. Una squadra quindi che con una quindicina di elementi ha disputato tutto il campionato e da protagonista. Cosa inimmaginabile adesso, con le rose di oltre venti atleti. C’è di più: Nenci ha giocato tutte le gare anche nel campionato precedente con i bianconeri, ben 38, per un totale di 72 in due stagioni. Una garanzia dunque. Poi nel campionato successivo, quello della serie B, non fu trattato bene del nuovo allenatore e dopo le prime gare cominciarono i dissidi e lui, di carattere sanguigno, ruppe e preferì andar via. Ma fu anche la sfortuna del tecnico (Viviani) che da quei giorni non riuscì più ad avere il massimo dalla squadra, tentò continui cambiamenti ma il giocattolo perfetto della stagione precedente non riuscì più ad averlo.

Nenci cresce nel Rosignano dove a 16 anni entra nella formazione Juniores e poi in prima squadra, viene notato dal Torino dove va a fare la preparazione con i vari Bearzot, Virgili & C, ma la trattativa si rompe e va al Perugia. E lì trascorrerà la gran parte della sua vita calcistica, giocando con Castagner & C e dove mise su famiglia. Col Perugia 7 stagioni e nel campionato 1966/67 fu in campo nelle due partite contro la Massese, che schierava Masoni in porta poi Tarantola, Chinaglia, Rolla, Montepagani. La prima gara a Massa terminò con la vittoria bianconera per 3-0 (doppietta di Rolla e Chinaglia), a Perugia fu 3-1 per gli umbri con la prima rete proprio di Nenci, poi pareggio di Postini e altre reti di Cartasegna e Gabetto. Quel campionato fu vinto dal Perugia che andò in B con un punto sulla Maceratese. E dunque per Nenci iniziano le promozioni. Poi un anno alla Torres e quindi a Massa.

«A Massa mi sono subito trovato bene – inizia Nenci - specialmente nei due anni con Pinardi e Meucci allenatori, al primo campionato abbiamo sfiorato la promozione dietro a un Arezzo troppo forte, ma ormai avevamo preso le misure e il successivo fu nostro. Peccato per il campionato di B, il cambio alla guida con Viviani non ci portò bene. Giocai le prime gare e il tecnico mi disse anche che ero andato bene e al presidente Vieri disse invece che preferiva Nimis. Decisi di andar via. Mi stava cercando il Viareggio, ero anche a metà strada da casa e mi tornava bene perché a Livorno avevo messo su due negozi e potevo fare l’uno e l’altro».

«Massa mi è rimasta nel cuore - continua - tanto che ora abitiamo a Perugia ma con mia moglie abbiamo messo in vendita casa e negozio per tornare a Livorno, ma avevamo fatto un pensiero di venire a Massa. Mi sono rimasti tanti ricordi, qualche volta sono tornato e l’occasione di festeggiare la promozione in B mi aveva già entusiasmato. Sono rimasto amico specialmente con Francesco Zana». La tua storia dopo il calcio giocato. «Ho aperto un centro sportivo a Livorno per il calcetto, ho continuato a giocare fino a 52 anni. Poi sono tornato un po’ a Perugia, città di mia moglie. Anche adesso mi alleno e il fisico risponde abbastanza bene malgrado gli anni, 79. Anche da questo si capisce perché durante i campionati abbia giocato quasi sempre tutte le partite: serietà, lavoro e allenamento oltre alla passione per questo sport», conclude Oriano Nenci. —

aldo antola

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