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in casa bianconera 

Colpo di scena: una società indiana sulle tracce della Massese

Alessandro Tabarrani
Colpo di scena: una società indiana sulle tracce della Massese

Le voci sono state confermate da Massimo Radicchi I contatti con un imprenditore estero che vuole acquistare

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Alessandro Tabarrani / MASSA

Colpo di scena in casa bianconera. Una società indiana (indiana nel senso del tilaka) sarebbe infatti interessata ad acquistare la Massese che ad oggi si trova nelle mani di Gino Gassani e Davide Sillicani.

Le voci sono state confermate nella giornata di ieri da Massimo Radicchi, già collaboratore di Milan, Lazio e Brescia, e in questo caso referente degli eventuali acquirenti assieme all’intermediario, Andrea Mencaraglia.

«Sono stato contattato da Andrea Mencaraglia che, per conto di un amico imprenditore estero, cercava una società di calcio italiana da acquistare. Essendo di Massa - ha detto Radicchi - ho pensato subito alla Massese. Quando ho fatto il nome della Massese, gli interessati sono subito andati su internet a informarsi sulla storia bianconera che è piaciuta, dandoci il mandato a trattare. Tra l’altro a questo imprenditore ho espresso la possibilità di investire a Massa anche in altri campi come quello immobiliare. Abbiamo già avuto un primo contatto con la dirigenza della Massese che, tuttavia, per vendere ha chiesto 200 mila euro, una cifra esagerata. Prima ancora di parlare con Gino, avevamo parlato anche con Matteo Gassani che, però, ci aveva detto che la Massese non è in vendita». Ovviamente la società interessata ad acquisire la Massese resta top secret.

«Si tratta di una società seria che opera in diversi campi e che, peraltro, sta trattando un’altra società calcistica in Inghilterra e che ha rifiutato di prendere una società che le era stata proposta nelle isole Far Oer», ha aggiunto Radicchi.

Al contrario, sia per la città che per il blasone calcistico, la Massese è piaciuta anche dinanzi a eventuali investimenti nel territorio. I 200 mila euro richiesti però, come testè ricordato, sono ritenuti eccessivi.

«A parte il fatto di essere partiti con il vantaggio della fideiussione di Turba - ha spiegato Radicchi - ad oggi la Massese non ha più un settore giovanile e giocatori di proprietà, ecco perché 200 mila euro sono troppo alti».

Nei prossimi giorni si vedrà l’evolversi della situazione. Tornando invece a quello che succederà al mondo dilettantistico dopo lo stop ai campionati, ancora non sono state ufficializzate le misure decise dal Comitato Regionale Toscana per i tornei che vanno dall’Eccellenza alla terza categoria.

La linea è quella già spiegata nei giorni scorsi: promosse le prime dei vari tornei e blocco delle retrocessioni. La Lega Nazionale Dilettanti ha deciso di lasciare campo libero ai comitati regionali per decidere promozioni e retrocessioni. Il prossimo 3 giugno è previsto il consiglio della FIGC che sarà seguito, due giorni dopo, da quello della LND.

Saranno queste riunioni che dovranno dare il via libera alle linee decise sia dalla LND sia dai comitati regionali.

Detto questo, appare invece assai prematuro parlare di come verrà organizzata la nuova stagione dei campionati dilettantistici.

Tra le possibilità vagliate sinora a grandi linee, c’è quella di partire nella stagione invernale con un aumento dei gironi nei vari campionati ma con un numero minore di squadre. Così, a lume di naso, l’impressione è che saranno tante le matasse da sbrogliare prima di partire con la nuova stagione anche dinanzi al fatto che diverse società probabilmente non riusciranno a ripartire, messe in ginocchio dal Covid - 19. Anche nella videoconferenza di sabato scorso tra il presidente del Comitato Regionale Toscana, Paolo Mangini e i delegati provinciali, si è parlato degli aiuti che potrebbero essere messi in campo per le società dilettantistiche in questo difficile momento, a cominciare dall’abbattimento dei costi federali evitando, ad esempio, di far pagare la quota d’iscrizione ai vari campionati. —

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