La protesta
Ripresa del campionato di C o subito playoff: è un rebus
carrara
«Non sappiamo ancora nulla, restiamo in attesa delle decisioni degli enti preposti». Il messaggio di mister Silvio Baldini è quello che poi rispecchia il pensiero di piazza Vittorio Veneto dove, dopo il consiglio federale di mercoledì, si attende l'incontro tra il ministro dello sport Vincenzo Spadafora e i vertici della Figc fissato per giovedì 28 maggio. Lì verranno fornite le prime indicazioni, poi si dovrà aspettare il nuovo consiglio federale che sarà convocato attorno al 3 giugno. Prima le sorti della massima serie, poi sarà la volta della B e quindi della C.
La società marmifera è pronta, si è già attivata da tempo e appena riceverà l'ok ripartirà. Fino a quel momento, finché i soggetti preposti non sanciranno la ripresa e le sue modalità, si resta in attesa di fronte a una situazione che sembra in continua evoluzione. L'ultimo consiglio federale, dopo una manciata di ore, ha respinto la proposta che era emersa dall'assemblea dei club di Lega Pro: campionato finito, niente retrocessioni e promozione in B per le prime dei gironi e “merito sportivo” per la quarta promossa che sembrava premiare il Carpi, terzo, per via del coefficiente tra partite giocate e punti. Poi il dietrofront del consiglio federale, come scritto: si gioca. Come? Quando? Si vedrà.
Per la C, in caso di effettiva ripresa, lo scenario di una ripartenza regular season compresa sembra davvero difficilmente percorribile. Al di là dei vari protocolli, i giocatori dovranno prima tornare ad allenarsi in maniera collettiva per riprendere il ritmo partita. La ripresa anche degli allenamenti però resta vincolata alla riunione di fine mese: perciò, al netto di intoppi, si riprenderebbe a luglio. Resterebbero una dozzina di gare più gli spareggi entro il 20 agosto (data imposta dal consiglio come fine stagione). Difficile. Più pronosticabile, eventualmente, parlare a luglio direttamente di playoff e playout, anche se il format resta un rebus. Insomma, poche certezze anche dopo il consiglio federale che ha sancito la volontà di tornare in campo, almeno per i professionisti. Nel frattempo dopo la riunione il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli non ha nascosto le perplessità sul ritorno in campo: «Quello che è uscito dal consiglio federale non mi soddisfa per nulla. La serie C ha una sua evidente specificità nel campo professionistico, altrimenti non si capirebbe perché ci sono A, B e appunto Serie C. Noi non siamo in grado di tornare a giocare, ce lo hanno detto anche i sessanta medici sociali, dovevamo fare gli ipocriti e non parlare il linguaggio della verità? Il calcio va veramente riformato nella sua cultura. Noi non siamo in grado di assicurare la certezza delle misure per salvaguardare la salute. Quello che si sa del nuovo protocollo ci porta a dire che sarà ancora più dura per i nostri club. Mi auguro che io abbia torto rispetto alla situazione. Discuterò ancora una volta con i presidenti». —
luca barbieri
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