Il Tirreno

ciclismo/parla giuseppe di fresco 

«Categorie congelate per non far perdere ai ragazzi un anno di attività agonistica»

Aldo Antola
«Categorie congelate per non far perdere ai ragazzi un anno di attività agonistica»

Il ct dell’Us Casano: «Con le gare concentrate nei soli mesi di settembre e ottobre ne risentiranno qualità e spettacolo»

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Il mondo del ciclismo resta in attesa di novità riguardo alla stagione in corso, quasi completamente compromessa anche se al momento sono state confermate le date dei giri e delle classiche più importanti, tutte compresse ormai nei mesi finali di stagione: agosto, settembre ottobre e forse novembre. Ultime speranze di poter disputare almeno queste corse.

Degli scenari, ne parliamo con Giuseppe Di Fresco, ex corridore professionista e, da qualche anno, dopo aver messo su famiglia a Massa, tecnico (è all’Us Casano), esperto e direttore sportivo di diverse squadre toscane, compresa quella della Rappresentativa Regionale. Su di lui punta tanto anche la Federazione per certe organizzazioni, consigli e prendere decisioni. In questi giorni ha avuto diversi incontri con i vertici federali. «Da parte della Federazione l’unica e ultima novità è stata presentata dall’Uci ed è importante – inizia Di Fresco – perché ha chiesto il congelamento delle categorie del 2020 e cioè ripartire nel 2021 con le stesse categorie in maniera da non far perdere ai ragazzi un anno di agonismo (per spiegarci meglio: gli Allievi e gli Juniores possono stare in categoria due anni, essendo stati fermi ne perderebbero uno, di conseguenza alcuni dovrebbero saltare subito nella categoria superiore). Avrebbero il piccolo vantaggio di fare la maturità scolastica, quelli in età, in una categoria non determinante. Di conseguenza tutte le categorie slitterebbero. La Juniores si chiamerebbe Under 19 e i dilettanti diventerebbero Under 24. Decisione che io ed i colleghi di tutta Italia abbiamo appoggiato in pieno per la salvaguardia degli atleti e per dare loro la possibilità di disputare un’annata intera».

Per quanto riguarda il futuro? «Per il futuro la Federazione non ci ha potuto dare ancora certezze perché ovviamente si attiene agli sviluppi e a quello che decide il Governo. Per quanto riguarda l’attività ciclistica a livello competitivo – prosegue il ct del Us Casano – la vedo molto dura. Riferendomi al contagio, è difficile ripartire perché il ciclismo è uno sport di contatto e fatto di scia (cioè corridori in fila, sudati e sotto sforzo uno dietro l’altro), fatto di assembramenti in gruppo e fatto di pubblico molto ravvicinato specialmente negli spazi più spettacolari e agli arrivi, quindi ad alto rischio di contagio. In allenamento è gestibile perché possiamo svolgere attività individuale. Dunque al momento la Federazione ci ha dato come termine il 18 maggio dove realmente ci dirà se potremo allenarci con la tipologia allenamento di squadra e con quali criteri di protezione da adottare. Per quanto riguarda il calendario gare “Word tour” emanato in questi giorni, penso che l’Uci sia stata obbligata a stilare un calendario specificando però che tutto dipenderà dall’evoluzione del Covid e andrà a discrezione dei vari governi dove verranno organizzati gli eventi».

Termina Di Fresco: «Penso che un calendario con quasi tutte le gare dell’anno a settembre e ottobre sarà difficile da gestire specialmente per i big della categoria, c’è il rischio di avere lotti di qualità molto diversi da un evento all’altro. Il Giro d’Italia ad ottobre è un rischio sulle strade in salita sulle Alpi e nei grandi passi, inoltre il Giro, il Tour o la Vuelta fatti a porte chiuse penso sia non bello perché il ciclismo è fatto di pubblico e contatto umano. Dunque la speranza è che tutto si risolva presto, altrimenti diventerà sempre più difficile organizzare e fare manifestazioni sportive». —

Aldo Antola

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