Il Tirreno

l’epopea della promozione in b 

Pippo Fichera, da bomber ad assessore allo sport con Massa sempre nel cuore

Aldo Antola
Pippo Fichera, da bomber ad assessore allo sport con Massa sempre nel cuore

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Massa

Giuseppe “Pippo” Fichera è stato uno del trio delle meraviglie dell’attacco bianconero, con Menconi e Albanese, durante la vittoriosa cavalcata del campionato 1969/70 culminato con la storica promozione in serie B. Adesso Massa ed i compagni gli sono rimasti nel cuore e sta passando gli anni del riposo dedicandosi al calcio giovanile nella sua Mascalucia, in provincia di Catania. Fichera, che troviamo al telefono per via del blocco relativo al virus, si dimostra contento del nuovo contatto con Massa e parla volentieri. Dobbiamo dire che ha avuto un inizio di carriera luminoso e fortunato ma poi la dea bendata lo ha abbandonato ed ha terminato la carriera nelle squadre dilettantistiche della sua terra.

«Ho subito giocato a calcio da piccolo – raconta Pippo - ed a 14 anni ho fatto il provino col Catania dove ero andato anche per avere i biglietti per vedere il Catania, e comunque venni preso. A 16 anni mi mandarono in prestito al Caltagirone in Promozione (non esisteva l’Eccellenza, ndc) e realizzai subito 23 reti, rientrai al Catania e andai in ritiro con la prima squadra, poi a settembre in prestito al Paternò e venni notato da Flavio Rinaldi della Massese che veniva in Sicilia anche per commerciare i suoi forni. Subito fece la trattativa col Catania e mi scambiarono con Pasqualotto. Ero felice perché volevo venire via dalla Sicilia, provare nuove emozioni e conoscenze. Poi a Massa successe tutto quello che già sapete. Vittoria del campionato, promozione in B, ritorno in C ed altri campionati bellissimi malgrado qualche infortunio di troppo. Cinque anni a Massa sono stati splendidi e sono rimasti nella mia vita tanto che mi sento sempre con i compagni e tifosi. Sono tornato altre volte come in occasione del centenario e sarei tornato anche questa volta per festeggiare la B ma il virus non lo ha permesso. Lo faremo quando sarà tutto passato».

E dopo Massa? «Dopo la Massese ho girato diverse altre squadre – continua il suo racconto il Pippo bianconero - sono andato per 2 anni al Benevento, poi alla Nocerina dove però non mi trovavo bene e dopo quattro mesi andai, chiamato da alcuni amici che erano stati con me al Benevento, a Gallipoli e devo dire che mi trovai bene per due anni. Poi entrai in una trattativa con lo Juve Stabia, non ci volevo andare ma mi convinsero. Qui presi l’epatite, mi spaventai molto, pensavo di non guarire più e tornai a casa, nella mia Mascalucia. Mi rimisi bene e ripresi a giocare nei dilettanti, mi consideravano molto tanto che dopo qualche anno mi convinsero ad entrare in politica anche se non mi interessava e non mi piaceva, comunque mi misero in lista, passai e mi fecero anche assessore allo sport e restai consigliere per 15 anni. Con la squadra del Mascalucia non siamo mai riusciti a promuovere – e giù altra risata – arrivavamo sempre secondi in Promozione. Poi, per concludere, ho fatto altri quattro campionati con società della zona, L’Eubea, Vittoria, Canicatti, insomma ho giocato fino a 45 anni facendo allenatore e giocatore».

Ed ora? «Dopo aver comprato dei campetti ho fatto squadrette di calcetto dove sono stato il presidente ed ora fatto scuola calcio con tantissimi ragazzini».

Dunque una vita intensa, tutta dedicata al calcio. Poteva avere un po’ di fortuna in più. «Soprattutto in serie B – dice in chiusura Fichera – se avessimo indovinato qualche acquisto decisivo perché come squadra non eravamo male, perdevamo con squadroni tipo Bari, Palermo, Atalanta, Brescia ecc. col minimo scarto e che non fossimo così male lo abbiamo dimostrato anche nei due campionati successivi in C piazzandoci sempre ai primi posti malgrado una frattura al braccio mi costrinse fuori quasi una stagione».

Aldo Antola

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