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Devoti ci va giù duro «Il sorteggio per la B? Sono inorridito»

Luca Santoni

Lo storico ex dirigente dei marmiferi rilancia la sua proposta: promosse le prime tre dei gironi e retrocessioni congelate

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carrara

«L'ultima proposta che mi sarei aspettato da dei dirigenti è quella del sorteggio. Nel calcio deve prevalere il merito sportivo, non la fortuna come alla lotteria di Capodanno». Anche Walter Devoti boccia senza tanti giri di parole la proposta del consiglio direttivo della Lega Pro. Lo storico ex dirigente della Carrarese propone il blocco di tutte le retrocessioni e la creazione di una B allargata a due gironi, con la promozione di tutte le prime tre in classifica della Serie C. «Il sorteggio? Sono inorridito, perché la ritengo una “proposta indecente”, come il famoso film», commenta.

«Sono deluso anche da un certo tipo di moralismo, da chi sostiene che non bisognerebbe ricominciare a giocare. Vorrei ricordare a qualcuno che il calcio non è solo la partita dei calciatori la domenica. C'è una marea di persone che vivono grazie al calcio. Stiamo parlando della terza industria in Italia. Sono perfettamente d'accordo che prima di ricominciare servirà la massima sicurezza e osservare tutti gli accorgimenti del caso. Non si deve assolutamente mettere a rischio la salute dei giocatori, di chi sta loro intorno e degli addetti ai lavori, però prima o poi dobbiamo metterci nelle condizioni di ripartire, perché se si blocca il calcio, sarà un grande danno per l'industria italiana. Il popolo italiano ha fatto grandi sacrifici e si è comportato benissimo in questa situazione. Quando sarà tutto finito, credo che avrò bisogno dello psichiatra, perché per me è stata dura passare oltre un mese e mezzo in casa, senza poter vedere mio figlio e gli amici. Come me, penso che ci siano tante altre persone e tornare a vedere qualche partita, anche se dalla tv, sarebbe d'aiuto». Continua Devoti: «Ogni tanto mi diletto a ricordare il passato, perché i ricordi mi permettono di sopravvivere. La Carrarese è la mia seconda famiglia. Alla Carrarese ho dato, ma ho anche ricevuto e credo di essere uno dei pochissimi dirigenti in Italia a non aver mai cambiato casacca. Ci sono state opportunità importanti, ma non le ho mai prese in considerazione. Stare lontano dalla sede della Carrarese, dai miei amici, mi sta mandando fuori di testa, ma capisco il momento. Ci sono problemi più seri. Complimenti ai medici, agli infermieri, agli eroi che combattono per noi contro questo nemico invisibile. Loro meriterebbero lo scudetto. Per quanto riguarda la Serie C, mi aspettavo più solidarietà dal calcio che conta: dalla A e soprattutto dalla B».

Come risolverebbe questa situazione? «Se non ci sono le condizioni per giocare, allora che si dia un premio alle squadre di C che hanno la miglior classifica. Io promuoverei in B le prime tre di ogni girone e bloccherei tutte le retrocessioni. Si potrebbe allargare la serie cadetta e dividerla in due gironi. Premierei anche i dilettanti, promuovendo in C le prime in classifica. Ci sono tante possibili soluzioni. Certamente l'ultima proposta che mi sarei aspettato da dei dirigenti è quella del sorteggio. Nel calcio deve prevalere il merito sportivo, non la fortuna come alla Lotteria di Capodanno». —

Luca Santoni

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