Gioco
«La riforma dei campionati si farà per estinzione dei club»
carrara
«Se dovessi dare un parere tecnico alla ripartenza del calcio, non lo darei favorevole e credo che il Comitato tecnico scientifico sia d'accordo. Poi sarà la politica a decidere». Un'autentica doccia fredda per il calcio italiano, che già vedeva all'orizzonte il ritorno ai campi di gioco. A pronunciare questa frase lunedì scorso è stato Gianni Rezza, del Comitato tecnico scientifico per l'epidemia coronavirus, durante l'ormai consueto punto della Protezione civile. Se non è una sentenza, sicuramente una bella picconata alle fondamenta del “castello” che il calcio italiano si era costruito in queste ultime settimane: il ritorno in tempi rapidi ai campionati, magari con una serie di accorgimenti, dal 31 maggio in poi. Questo riguarda la Serie A, ma ancora di più la Serie C e il destino della Carrarese, che aspetta di capire tempi e modi per potersi giocare le proprie chance di promozione in B.
Gli azzurri di Silvio Baldini occupano la seconda posizione del girone A e sono con pieni diritti fra i candidati alla serie cadetta. Con la conclusione anticipata della Serie C, si dovrebbe risolvere il problema delle promozioni. La soluzione apprezzata anche dalla Carrarese resta quella di sei promozioni d'ufficio: le prime tre insieme alle seconde di ogni girone, senza passare dai playoff. Di pari passo sarebbero annullate le retrocessioni. Questa però è un'ipotesi che deve ancora passare dai tavoli della Lega Pro. Come si può pensare di poter tornare a giocare, seppur a giugno, con un coronavirus ancora in circolazione? Il “convitato di pietra”, come lo ha più volte rinominato Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro. Sulla carta si possono fare i piani più geniali, pensare a qualsiasi soluzione, ma alla fine tutti devono fare i conti con questa pandemia. «Il coronavirus è una livella», direbbe oggi il principe Antonio De Curtis.
Alla vigilia della riunione, che si terrà oggi con il comitato medico-scientifico della Figc, il presidente Ghirelli ha dichiarato all'Ansa che sarebbe bello se il calcio italiano potesse ripartire subito, ma «bisogna tenere conto dell'estrema difficoltà del paese e ragionare con una prospettiva diversa. La gente oggi risponde che il calcio è in fondo alla scala delle sue esigenze. Il nostro campionato ha delle specificità, ci sono piazze che sono nei comuni più colpiti dal coronavirus e ci sono dei costi che vanno sostenuti. I virologi dovranno certificare la procedura e questa avrà un aspetto primario, morale ed etico. Loro dicano, io obbedisco: la salute al primo posto». Riguardo ai sacrifici economici che i club della terza serie dovrebbero affrontare in caso di uno stop definitivo, Ghirelli ha aggiunto: «Il governo faccia i decreti al più presto con gli ammortizzatori sociali, con un allungamento del campionato in avanti si può supplire con un salvagente della Fifa. Altrimenti la riforma dei campionati si farà per naturale estinzione». —
Luca Santoni
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