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Si fa quel che si può: le flessioni di Foresta a ritmo di Ligabue

Luca Santoni
Si fa quel che si può: le flessioni di Foresta a ritmo di Ligabue

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“Urlando contro il cielo!” Una Pasquetta al ritmo di Ligabue per Giovanni Foresta, che si allena in casa ascoltando la musica del cantautore emiliano. Nonostante siano sospese tutte le attività agonistiche, i calciatori continuano a tenersi attivi, o meglio, ad esercitate la parte della professione che è loro concesso ancora svolgere, dal purgatorio degli appartamenti, lontano dai campi di calcio, con tapis roulant, cyclette, manubri o semplici flessioni a terra. Benché qualcuno pensi il contrario, fare il calciatore anche in Serie C è un'attività che richiede massima professionalità, dentro, ma ancor di più fuori dal campo. I ragazzi, che spesso attraverso il calcio trovano una via di riscatto sociale, devono accettare sin da giovanissimi molti sacrifici e investire gli anni migliori per una professione incerta, anche rischiosa, perché basata completamente sull'integrità del proprio corpo, e che dura tutto sommato poco. Certo, i campioni che hanno la chance di sfondare in Serie A, ricevono compensi astronomici, sicuramente eccessivi (senza contare gli sponsor). Uno su mille però ce la fa. Gli altri percepiscono stipendi da comuni mortali e continuano a far sognare i tifosi di tutta Italia. Senza i calciatori, anche della Serie C, non può esistere il calcio, quello che continua ad essere il gioco più bello del mondo.

Ieri un'altra gradita sorpresa è arrivata da Francesco Ghirelli. Il presidente della Lega Pro ha inviato una lettera ai vertici della Carrarese, così come a tutti i patron della Serie C: «Buona Pasquetta, a voi e alle vostre famiglie. L’assemblea è l’unico organo che può decidere. Non c’è problema di chiedermi di convocare l’assemblea perché avevo già detto che l’avremmo convocata tra il 15 e il 20 aprile, pensando che il decreto Cura Italia 2 fosse emanato tra il 10 e il 13 aprile. Sul decreto c’è uno slittamento di date e su questa sarà posizionata la data per la convocazione dell’assemblea. Ora siamo concentrati sul decreto perché potrebbe essere importante per i nostri club. Non vi preoccupate senza motivo, nessuno deciderà cosa fare senza il giudizio di noi tutti. Se qualcuno vuol divertirsi sulle date, do un consiglio: giochino i numeri al Superenalotto, hanno più probabilità di vincere. C’è ancora un convitato di pietra che decide, il maledetto virus. Noi abbiamo deciso il 21 di febbraio quale fosse la nostra linea: la salute e la difesa dei nostri club».

«Assicuro che finché ci sarò io, presidente pro tempore, nessuno dall’esterno ci dirà cosa fare affinché possano piegarci ai loro personali interessi - chiude Ghirelli - ognuno di noi ha una traccia che si porta dietro, non alligna in me né pubblicamente né nelle segrete stanze e nemmeno nelle telefonate private avere una lingua biforcuta ed in più sono alieno alle sudditanze con amici e con non amici. Un grande abbraccio con la schiena ‘ritta’». —

Luca Santoni

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