Il Tirreno

amarcord 50 anni dopo 

Il portierone della B Antonio Formisano: «All’inizio ero deluso ma poi che gioia...»

Aldo Antola
Il portierone della B Antonio Formisano: «All’inizio ero deluso ma poi che gioia...»

Arrivava dal Napoli, si era allenato con Zoff e Altafini «La stagione della promozione fu straordinaria»

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Massa

Il coronavirus ha costretto a rimandare la festa del Cinquantenario della promozione in B, B già programmata per Giugno ed allora, in attesa di trovare una nuova data, iniziamo con una serie di ricordi degli artefici della promozione dalla C e della partecipazione al campionato di B. Abbiamo già contattato diversi atleti e per non far torto a nessuno iniziamo dal numero uno, dal portiere dei record Antonio Formisano. Lo troviamo al telefono, con la collaborazione dell’attivissimo Luigi Musetti, nella sua residenza di San Giorgio a Cremano di Napoli. Voce allegra, cordiale si appresta a ricordare con noi, gli anni 1969 della promozione in C e il 1970, e dopo un inizio di conversazione dove si cerca di mettere a fuoco i ricordi la discussione fila via sempre più veloce, densa di ricordi, appunti, aneddoti tanto che la lunga telefonata non finirebbe mai. Gli chiediamo subito della salute, visto il periodo, poi un accenno ai ricordi ed a quello che fa in questo momento. «Mi fa sempre piacere ricordare i tempi della Massese – inizia il portierone – ora sono un pensionato che però non molla e segue la scuola calcio della mia città dopo varie peripezie nel calcio e nel lavoro. Grazie a Luigi ed al cinquantenario sono ritornato in contatto con moltissimi dei compagni di allora, Menconi, Fichera, Albanese, Ramacciotti, Zana, Ciruel, Michelini, Colombo ed altri. Ho cominciato col calcio giovanissimo nella squadretta del quartiere poi sono stato notato dal Napoli che mi ha portato nelle sue squadre giovanili dove ho fatto tutta la trafila».

Prima di passare ai ricordi della Massese cosa ci può dire del Napoli di quei tempi?

«Tantissimi ricordi incancellabili – dice Formisano – quando ero nella “De Martino” (ora è la Primavera) ci si allenava spesso con la prima squadra allenata da Chiappella e dove militavano campioni come Sivori, Altafini, Nielsen, Barison, Zoff, tanto per citarne alcuni e ricordo che a fine allenamento i portieri si fermavano per i tiri finali degli attaccanti. Ricordo Sivori che mi diceva: Antonio attento ora prendo la traversa, e così avveniva, poi siccome io calciavo anche bene, lo stesso Sivori e Zoff volevano che fossi io a fare i cross sia per i tiri al volo dell’argentino che per gli interventi del portiere della nazionale. Per me una gioia incredibile. Ricordo ancora che Zoff (dal quale ha preso la freddezza nello stare fra i pali e nelle uscite, lo ricordiamo bene, ndc) era un perfezionista, facevamo a turno a stare in porta ma poi lui voleva starci di più, non si stancava mai, mi diceva Antonio guarda le uscite. Bella esperienza, io ero il terzo portiere e come sapete Zoff non si infortunava mai…. Alla Juve ha fatto invecchiare molti secondi e quindi non ho mai debuttato in A col Napoli. Ho giocato solo alcune partite alla Coppa Delle Alpi perché lui era via con la Nazionale».

E si avvicina l’ingaggio alla Massese.

«Venne all’improvviso – ammette Formisano - e per dire la verità ci rimasi male perché ormai speravo di giocare col Napoli, i giornali scrivevano che la società aveva in casa il portiere del futuro. Il trasferimento alla Massese avvenne l’ultimo giorno del calciomercato all’Hotel Hilton di Milano, ero deluso quando il segretario mi comunicò la notizia dicendo che era solo un prestito per fare esperienza. Non me lo aspettavo, ormai avevo fatto anche tre Tornei di Viareggio! E dunque venni a Massa dove feci molto bene, specialmente il primo anno, quello della promozione con 15 partite da record senza subire reti. Una cavalcata di gioie incredibili, non si può descrivere, con una squadra di giovani che volavano. Nessuno si aspettava all’inizio la promozione. Ricordo che nelle ultime gare il Napoli mi seguiva sempre di più ed i dirigenti della Massese fecero anche una riunione per capire se in caso di promozione avrebbero retto la B. Poi, siccome ero in comproprietà, le società andarono alle buste e vinse la Massese per sole 100mila lire! (Questo per sottolineare l’abilità di Vieri Rosati&C.)».

Dunque una promozione strepitosa, stadio sempre pieno ed elogi da tutte le parti. Poi la B. «Con Meucci in C avevo un buon rapporto, mi stimava ma in B decisero di cambiare tecnico. Arrivò Viviani che stranamente si portò un portiere, Violo, e cominciò facendo giocare lui. Poi in B la squadra andò subito male e ad un certo punto venne esonerato Viviani ed arrivò Pinardi, amato dai massesi. E Pinardi mi fece giocare subito tutte le partite. Cominciammo ad andar meglio ma il campionato era compromesso e verso la fine la società mi disse che doveva far giocare Violo per venderlo, per recuperare un po’ di soldi. Ero della Massese, di nuovo deluso e l’anno dopo al ritiro non mi presentai. Il signor Moschini insistette molto ma ormai ero deciso ed alla fine venne fuori il Sorrento (guarda caso promosso in B) e tornai nella stessa categoria. Ricordo che la Massese non voleva cedermi, ed allora per diversificare la richiesta chiese Menconi: impossibile, fu la risposta, Menconi è già della Roma, e cosi mi lasciarono andare. Ho smesso definitivamente nel 1980 per un grosso infortunio ai legamenti crociati che non sono più tornati come prima lasciandomi dei problemini». Adesso, il covid-19 ci hanno impedito anche questo ricordo? «E’ un peccato perché sarei venuto volentieri – termina Formisano – avevo già acquistato i biglietti per stare li anche un paio di giorni a festeggiare, vediamo se saranno ancora validi per la nuova data. Certo mi ha fatto piacere risentire i vecchi compagni e speravo di riabbracciarli, grazie a Luigi che ci ha rimesso in contatto perché sono passati 50 anni. Comunque, pur avendo avuto un rigetto del calcio, sono rimasto sempre dentro a livello di Scuola calcio, prima con la società Fair Play Sport di Giorgio Lucenti e poi con le giovanili di Bruscolotti e Ciro Ferrara».Aldo Antola

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di Redazione web