Gioco
«Faccio atletica ogni giorno e ho riscoperto la famiglia Sarà un anno di transizione»
carrara
Dall'esordio nel mondo del tennis («grazie a mio padre», ribadisce) al rapporto con i campioni sportivi di Carrara. Il diciottenne tennista carrarese Lorenzo Musetti si racconta nel “Tennis ai tempi del Coronavirus”, podcast su Spreaker.
Il vincitore degli Australian Open 2019 (Juniores) parte ovviamente da queste giornate in casa a Carrara. «Sto cercando di non pensare a ciò che ci circonda perché non è facile allenarsi così. È una cosa che ha sconvolto il mondo. Ci stiamo allenando mentalmente e fisicamente tramite video-chiamate. Fuori in giardino faccio un po' la parte atletica, due volte al giorno: forza, velocità, la corda, un bell'allenamento tutti i giorni, per questo posso dire che sto bene fisicamente», racconta il talento apuano. Aggiunge: «Sto coltivando la passione per la cucina, ma soprattutto quella della famiglia. Dopo una stagione come la scorsa, dove sono stato ben poco a casa, adesso sto vedendo la mia famiglia. Ci stiamo dilettando in qualche opera da buongustai: pizza, tiramisù. È un modo per passare la giornata. La sospensione dell'attività? Aspettavamo soltanto l'ufficialità. Purtroppo sarà un anno di transizione, di mantenimento», commenta l'atleta allenato da coach Simone Tartarini («con lui ho un rapporto speciale, fa parte della mia famiglia da quando avevo 9 anni»). Prima del rientro a casa, come avevamo scritto, l'ultimo torneo, appena compiuti i 18 anni. Un paio di challenger in Sudafrica all'inizio del mese scorso. «Non siamo stati trattati benissimo, forse comprensibile perché parlavano solo dell'Italia in quei giorni di boom del virus. Non è stato facile, poi il torneo non è andato bene perché non sono riuscito ad ambientarmi, venivo da uno dei tornei più belli della mia vita (a Dubai, ndr). Ma mi ha fatto bene, facendomi capire di alzare sempre l'asticella».
«Sono cambiato tanto in un anno - riflette Musetti - è stata una stagione di prime volte con molti alti e un po' di bassi: devo cercare di essere più costante. È questo l'obiettivo che mi farà fare il salto di qualità. Il salto nei Pro? Non è stato facile, però al secondo torneo mi sono sbloccato e ho capito che potevo farcela benissimo». Poi arriva la domanda sulla sua città, Carrara, e sui campioni sportivi, da Gianluigi Buffon a Federico Bernardeschi. «Non ho mai incontrato di persona Buffon, ma mi ha fatto i complimenti tramite Instagram quando ho vinto in Australia. La Juventus, di cui sono tifoso, mi aveva invitato a vedere Juventus-Ajax (ritorno dei quarti di finale di Champions League 2019, ndr), non ho portato bene però. Mi piacerebbe incontrarlo: è il portiere più forte al mondo, un orgoglio carrarino e italiano. C'è anche Bernardeschi poi, ma non lo conosco». Poi la chiosa sul sogno, quello che coltiva dai tempi dello scantinato della nonna a giocare con la racchetta: «Diventare il numero uno al mondo». —
luca barbieri
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