Toscana
La Serie C ferma da 45 giorni, gli allenamenti da poco meno di un mese
Lo stop completo all’attività sarà sicuramente fino al 13 aprile E intanto si ragiona sul futuro: sempre viva l’idea di una super B, gli apuani sarebbero promossi
carrara
Sono già passati 45 giorni, un'eternità, dall'ultima partita ufficiale disputata dagli azzurri. Quel Carrarese-Gozzano 3-0 del 22 febbraio, deciso dalle reti di Calderini, Infantino e Cardoselli. Un successo che aveva permesso alla squadra di Silvio Baldini di conquistare la seconda posizione in classifica, proprio poco prima che il campionato fosse stoppato dal coronavirus. Un ciclone che continua ad imperversare sull'Italia e che costringerà, chissà ancora per quanto, il paese al limbo delle nostre case, con una crisi economica che bussa sempre più forte alle porte.
Sono davvero tanti 45 giorni senza campionato, ma sono tanti anche i 28 giorni senza allenamenti. Era l'11 marzo, quando la Carrarese aveva interrotto definitivamente ogni attività sportiva della sua prima squadra. Una sospensione che giovedì scorso la Figc ha deciso giocoforza di prolungare fino a lunedì 13 aprile. Una presa di posizione obbligata, alla luce del decreto del presidente del Consiglio del 1° aprile, dedicato alle misure urgenti di contenimento del contagio. Un Dpcm molto simile al precedente, con l'aggiunta però della chiara sospensione degli allenamenti degli atleti, per evitare che alcune società sportive possano pretendere l'esecuzione di una prestazione sportiva anche nella forma di un allenamento. I calciatori, compresi quelli della Carrarese, possono altresì allenarsi in maniera individuale, come sta accadendo da giorni ormai, nelle proprie abitazioni.
Per quanto riguarda la Lega Pro, l'assemblea dei club ha dato mandato al presidente Ghirelli di proseguire la trattativa con Aic eAiac affinché si possa raggiungere una soluzione che richiede la consapevolezza che tutti devono fare grandi sacrifici. Nel corso della conferenza sono emerse tutte le criticità di una Serie C da sempre lontana anni luce dalle ricchezze della Serie A e particolarmente in difficoltà in questo momento, soprattutto per quelle squadre che si trovano nelle aree del Paese dove il virus registra una maggiore diffusione. Difficile pensare di tornare a giocare in città sconvolte, pur avendo in grande cura le ragioni giuridiche.
«Ho già rappresentato alla Federazione – ha spiegato Ghirelli – le necessità e le istanze dei club. Abbiamo tracciato una linea comune sull’esigenza di riforme basate sul taglio dei costi ai fini della sostenibilità economica. Il rischio è enorme per la C anche in relazione alla continuità aziendale». La priorità è la tutela della salute e per questo non è impossibile pensare allo stop definitivo del campionato, almeno per quanto riguarda la Serie C. Se così fosse, si farebbe largo l'ipotesi, già descritta da Gravina di una mega promozione in B di sei squadre, compresa proprio la Carrarese, seconda nel girone A. —
Luca Santoni
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