Gioco
Sport e cultura in gialloviola Una società come un’azienda La ricetta dei Basket Legends
Nato nel 2013, il club carrarese sta già diventando un modello di organizzazione E i risultati lo testimoniano, con i playoff di Promozione già raggiunti due volte
carrara
Il binomio cromatico del giallo e del viola sulle maglie fuori dal campo di basket si traduce in due concetti: sport e cultura per arrivare al «successo». Pochi ingredienti, ma importanti per la ricetta dei Basket Carrara Legends, che prima dello stop imposto era ai vertici del campionato di Promozione Toscana (girone C).
Nata nel 2013, la società del presidente Giorgio Benfatto può già vantare due partecipazioni alle finali playoff per il salto di categoria. Dal 2015, inoltre, ha un proprio settore giovanile e un mini-basket sia nel territorio carrarese, sia nel comune di Luni. «Ponendo al centro dell’intero progetto il concetto di cultura sportiva, l’obiettivo è quello di diventare una delle realtà sportive di riferimento della città, riportando il basket locale in uno scenario nazionale, cercando di presentarsi come un’azienda moderna e “attraente”, per riaccendere la passione dei tifosi e dei carraresi», spiega la filosofia Giovanni Pennucci, giovane direttore sportivo e responsabile marketing dei Legends che l'anno scorso ha scelto di passare dal campo alla scrivania. Tre i concetti su cui insistono: educazione, metodo e obiettivi. «Educare gli atleti e tutti gli stakeholders verso lo sport autentico, orientato al futuro e allo sviluppo costante, da raggiungere attraverso obiettivi ambiziosi, metodi innovativi e valori etici forti e condivisi, come la palestra che è il principale centro di aggregazione e che diventa fondamentale per l'educazione degli atleti, specialmente per i più piccoli». Poi arriva il metodo: «L'organizzazione della società come una vera e propria azienda che possa avere una struttura adeguata e precisa con un'identificazione degli obiettivi, degli stakeholders e degli strumenti più adatti al raggiungimento degli obiettivi», prosegue il ds.
Questi ultimi sono altrettanto chiari. «Puntare l’attenzione sui benefici psico-fisici dell’attività sportiva significa un maggior numero di bambini interessati alla pratica. Poi: la diffusione dello sport “pallacanestro” nel territorio, la continua ricerca dell’eccellenza tecnico-sportiva attraverso metodi moderni e corretti, la conquista di risultati agonistici e sportivi, la gestione di tipo manageriale degli assets, la sostenibilità delle strutture e le relazioni virtuose con il territorio e gli enti locali», elenca. Tra le attività “extra-campo” spicca l'utilizzo dei social da altre categorie. «Riteniamo che siano strumenti molto importanti per coinvolgere le persone che ci conoscono e creare curiosità in quelle che non ci conoscono e tentare di convincerle sia a venire a vedere le nostre partite che magari appassionarsi a uno sport che prima non si considerava – riflette – per i genitori, i quali fruiscono sempre più di queste piattaforme digitali, potrebbero capire che comunque la pallacanestro è uno sport che può radicare nel proprio figlio o nella propria figlia tutti quei valori essenziali come la condivisione, l’unione, il rispetto degli avversari, degli arbitri e dei propri compagni, l’amicizia. Quindi l’uso che facciamo dei social è un uso sicuramente moderno e sicuramente improntato sul mondo che ci circonda come a esempio le news nazionali o locali, gli avvenimenti sportivi, le festività e così via».
I valori della pallacanestro e la palestra, l'innovazione e la società come azienda. E intanto lo sguardo è già al futuro: «L'intenzione è quella di continuare il nostro processo di crescita per il nostro settore giovanile e il minibasket – conclude Pennucci – per la prima squadra l'intenzione è quella di provare a scalare più categorie possibili». —
luca barbieri
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