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Football, baseball e softball, donne e uomini Le “tigri bianche” oltre tutti i pregiudizi

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Football, baseball e softball, donne e uomini Le “tigri bianche” oltre tutti i pregiudizi

Fondata nel 2011, la polisportiva partecipa a campionati nazionali e ha team giovanili. Ma c’è il problema degli sponsor

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Il Football americano è uno dei tanti sport che si sono diffusi nel mondo attraverso la presenza di truppe statunitensi nei vari scenari della seconda guerra mondiale: la prima partita di football americano in Italia si tenne infatti a Firenze nel 1944 tra soldati a stelle e strisce. Ma a differenza di molti altri sport, questa attività per lungo tempo ha stentato ad attrarre atleti e tifosi. Le poche squadre nate prima del nuovo millennio erano quasi tutte stanziate in grandi città, mancavano gli impianti, i tifosi, le attrezzature erano molto costose. Per certi versi questi problemi sussistono anche oggi, nonostante la maggiore diffusione mediatica delle partite di Nfl o del Super Bowl. Tentativi per stimolare la crescita in Italia di questo sport sono stati parecchi e con fortune alterne, persino nel nostro territorio, dove il 6 agosto 1977 a Marina di Massa si disputò una delle prime partite di football americano in chiave italiana.

Forse è anche grazie a questa partita che oggi nella nostra provincia esistono delle squadre, come i White Tigers. Le tigri bianche vengono fondate da Luca D’Antimi nel 2011, dalle ceneri di un’altra squadra, gli Irish, dove lui giocava. Il fine era, ed è, quello di stimolare la crescita di questa pratica sportiva nel territorio, di togliere i giovani dalla strada e dalle proprie stanze, nonché fornire un’alternativa agli sport tradizionali. L’associazione ed il suo fondatore negli anni si sono fatti conoscere anche per iniziative che vanno oltre il puro agonismo, come le partite di Charity Bowl League nell’agosto scorso, il cui ricavato è stato donato alla Fondazione Ant Italia Onlus. Attualmente i White Tigers sono una polisportiva: oltre ai rispettivi team maschili e femminili di football americano, sono attive squadre di baseball e controparte femminile, il softball, per un totale di circa 100 iscritti. Le squadre di baseball e softball sono sia senior che under 18, e militano nella serie A 2 dei rispettivi campionati. Gli allenamenti di questa sezione sportiva si tengono l’estate sul campo e l’inverno in palestre dedicate. La divisione maschile di football è la più corposa, con una squadra under 13, 16, 19 e senior. Questi, salvo i team più giovani che fanno solo allenamenti e divertimento, partecipano al CIF-9, campionato nazionale a nove giocatori che li porta a disputare partite fino in Sicilia.

Ma la portata nazionale della competizione mette in gioco alcuni problemi legati a spostamenti e sponsor: sono questi che spesso consentono di sopperire alle grosse spese delle trasferte, altrimenti le squadre devono intervenire con l’autofinanziamento. Molti team stentano a decollare anche per questa ragione. Le White Tigers female partecipano ad un campionato a 7 giocatrici, sempre su scala nazionale. Queste sono solo categoria senior, perché se il football americano interessa ancora una nicchia di sportivi, la sua declinazione femminile lo è ancora meno; infatti, oltre ad una generale assenza di interesse da parte delle giovani atlete serpeggiano ancora certi stereotipi legati al genere, nonostante gli allenamenti misti delle tigri bianche, finalizzati anche a rafforzare l’autostima delle stesse e ad abbattere queste barriere. Gli allenamenti sono un paio a settimana, sempre sul campo, e avvengono sotto la supervisione di un high coach proveniente dagli Stati Uniti. Ma altri stereotipi circondano il Football americano: è opinione comune pensarlo come uno sport pericoloso e i suoi atleti come dei macisti aggressivi. Certo, in parte è vero, altrimenti non ci sarebbe bisogno delle protezioni. Ma non si tratta di scontro totale, la partita si basa su fasi di attacco e di difesa, e schemi, tattica, intelligenza, concentrazione sono componenti fondamentali del gioco.

I giocatori sono i primi a voler evitare gli eccessi, per evitare sia penalizzazioni che comprometterebbero tutta la partita e sia perché consci della pericolosità dell’attrezzatura o di movimenti sbagliati. Gli stessi atleti non sono necessariamente delle montagne di muscoli: ogni ruolo in campo richiede infatti una fisicità diversa e particolare. Il Football americano è quindi, come tante altre discipline, uno sport alla portata di tutti, nonostante i vari pregiudizi che ancora persistono. —

ivan zambelli



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