Italia
Oppicelli: «Blocchiamo la classifica, e ripartiamo da lì»
carrara
«Se non si possono terminare, allora cristallizziamo i campionati». Lo ha suggerito Fabio Oppicelli nel corso di “AspettateC” venerdì sera sul canale tv Sportitalia. Ospite della trasmissione, il presidente della Carrarese in merito al futuro dei tornei ha commentato: «Credo che più passano i giorni, più crescono i dubbi sulla possibilità di arrivare a concludere il campionato. Ci auguriamo tutti di poter tornare a giocare, perché questo significherebbe aver superato la tragedia che stiamo vivendo. Se questo non sarà possibile, la prima cosa da rispettare sarà la competizione sportiva: cristallizzare con lo stesso numero di partite disputate le classifiche».
Riguardo all'organizzazione interna della Carrarese, Oppicelli ha spiegato che «finché ci è stato consentito, ci siamo allenati regolarmente, poi su indicazione degli organi competenti e delle istituzioni, abbiamo interrotto ogni forma di allenamento che potesse dare modo a qualsiasi contagio. In questo momento ci stiamo organizzando con programmi specifici per i giocatori, da svolgere a domicilio. Svolgiamo anche mental coaching tramite skype, ma come potete immaginare, è una situazione surreale e impensabile fino a pochi giorni fa. Tavano e Maccarone? Hanno la qualità di essere prima di tutto degli ottimi professionisti. Ancora oggi fanno la differenza e sono un esempio per i ragazzi più giovani». Immancabile un accenno alla lettera che il presidente della Fifa Gianni Infantino ha indirizzato al suo omonimo Saveriano Infantino, attaccante azzurro: «È stata una piacevolissima sorpresa che non capita tutti i giorni. Ci ha fatto immensamente piacere e penso che possa essere risultata utile anche per valorizzare tematiche molto importanti».
Per concludere Oppicelli non ha mancato di elogiare l'operato della Lega Pro: «Vorrei complimentarmi con la Lega, nella persona del nostro presidente Ghirelli, per il lavoro che sta sostenendo. Ci comunicano quotidianamente iniziative tutte estremamente intelligenti e utili alla causa. Parlando del nostro campionato, l'ho vissuto anche con più gironi e più squadre. Si diceva che erano troppe. Oggi sono 60 e continuiamo a dire che sono troppe. Purtroppo la categoria è questa. Per quanto riguarda gli stipendi dei calciatori, questo aspetto viene accomunato con tutto il calcio professionistico. Chiaramente andranno fatte delle valutazioni con dei metri di misura diversi, perché le proporzioni tra la nostra categoria e la Serie A è uno a cento. Non si può quindi usare lo stesso metro per prendere delle decisioni. La strada intrapresa prima di questa tragedia è quella giusta. Se vogliamo fare i professionisti, occorrerà investire meglio in managerialità. Investire sulle persone, sulle società e creare aziende dove vi sia il presupposto di ritorni economici. Anche il sistema deve intervenire: se ci ritiene utili, bisogna che la torta sia divisa in maniera più equa». —
Luca Santoni
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