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«Riccardone l’ha messa lì». E Zampagna corre sotto la Nord

Luca Santoni
«Riccardone l’ha messa lì». E Zampagna corre sotto la Nord

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«Riccardone l'ha messa lì, dove Bastianoni non può arrivare, né ora, né domani, né mai!». Gol di Riccardo Zampagna, ugola di Riccardo Rinaldi. È il 10 ottobre 2010, 7ª giornata di Seconda Divisione. In uno stadio dei Marmi vestito a festa, di fronte a 3600 spettatori, si gioca Carrarese-Carpi. Uno scontro diretto per il vertice della classifica. Gli azzurri soffrono le partenze rabbiose degli ospiti, poi all'84' Giuseppe Giovinco scappa sulla destra, vede Zampagna in area e serve un traversone al bacio sul primo palo. L'ex Atalanta anticipa tutti in tuffo e di testa spedisce la palla in rete. Lo stadio esplode e con lui anche Rinaldi, ai tempi voce di Tele Toscana Nord per le partite della Carrarese di mister Francesco Monaco.

Sono passati più di dieci anni, ma quell'esultanza a squarciagola continua a far scorrere i brividi dietro la schiena di tutti i tifosi. «Alla redazione sportiva – ricorda Riccardo Rinaldi - c'erano Simone Caffaz e Gianluca Tinfena. Quell'anno gli azzurri erano gli stra-favoriti per la vittoria, perché avevano preso giocatori dal passato importante come Zampagna, Vigiani e Corrent. Il Carpi si rivelò un avversario tosto già da quella partita. Io mi trovavo nel gabbiotto della tribuna stampa e di fianco avevo due ragazzi di Carpi. Effettivamente i biancorossi giocarono meglio. Questi ragazzi, anche simpatici, si lasciavano andare a commenti della serie: “Tutta qua la Carrarese? Se loro vogliono vincere il campionato, lo vinciamo noi”. Dopo una partita di sofferenza e quelle parole, al gol di Zampagna l'esultanza è esplosa dalle viscere. In quel periodo c'era un giornalista che ad ogni gol di Kaká gridava: “Riccardino l'ha messa lì!”. Il mio cervello è andato a ripescare quelle parole e di getto m'è venuto: “Riccardone l'ha messa lì!”».

Era stata effettivamente una partita molto tirata. «Gazzoli anche dopo l'1-0 fece un paio di parate clamorose e da lì Caffaz gli diede il nome di “Padre Pio”». Quel Carpi poteva contare su un gruppo già rodato. «C'erano giocatori che riuscirono a fare la cavalcata fino alla Serie A: Laurini, Di Gaudio, Pasciuti e Poli. Il finale di campionato fu degno di un romanzo di Agatha Christie. Il Carpi, per una questione burocratica, venne penalizzato di un punto. Alla vigilia dell'ultima di campionato a San Marino con un successo, avremmo vinto il campionato. Il Tnas però, prima della partita, restituì il punto al Carpi. La Carrarese così oltre a vincere, doveva sperare in una sconfitta del Carpi a Prato. Al Lungobisenzio accaddero cose clamorose, con tanto di ambulanza in campo e ritardi. La Carrarese pareggiò 2-2 col San Marino, che poi ritrovò nella doppia semifinale playoff. All'andata, vincemmo 0-1. Al ritorno ci fecero due gol e fortunatamente Merini si inventò la rete del 2-1. In finale battemmo il Prato con una rimonta, perdendo 1-0 all'andata e vincendo 2-0 allo stadio dei Marmi con rete decisiva di Corrent». —

Luca Santoni

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