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Gli addetti ai lavori: «Da anni il nostro torneo non era così avvincente»

Bruno fazzini
Gli addetti ai lavori: «Da anni il nostro torneo non era così avvincente»

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Le speranze di riprendere l'attività in tempi brevi sono poche, e adesso parlano gli addetti ai lavori del campionato di Terza categoria, che si è rivelato molto avvincente e interessante sotto i profili organizzativo e tecnico, con diverse squadre attrezzate che si contendono il salto di categoria.

Comincia il presidente Andrea Del Freo della capolista del girone Cerreto: «Intanto faccio i complimenti a tutte le squadre - dice - erano anni che a questo punto della stagione non ci fossero 5/6 ancora in lotta per la vittoria del campionato. Quest'anno tutti hanno trovato del filo da torcere, infine per quanto riguarda questo stop, non vorrei finisse tutto così, perché sarebbe una ingiustizia per tutte le società che hanno speso soldi, tempo e sacrificato le famiglie». Segue l'allenatore/giocatore Alessio Raffaelli: «Oggi mi mancano molto i miei compagni di squadra ai quali mi sono ritrovato quasi per caso a fare da "mister" e per questo mi prendono anche un po’ in giro. Mi dicono che tanto ormai sono vecchio che sto bene con la tuta da allenatore, gli dico che se mai farò l’allenatore in panchina ci andrò col vestito elegante e che quando sarà il momento di smettere lo deciderò io. Per quanto riguarda il campionato è un peccato che si sia dovuto interrompere cosi bruscamente, ora che la stagione entrava nel vivo con un rush finale che sarà combattutissimo con tante squadre in pochi punti e con un sacco di scontri diretti da disputare. L’augurio è di riprenderlo al più presto, e sopratutto di riprenderci al più presto la nostra serenità». Poi il mister dell'attuale antagonista del Cerreto, i collinari della Montagna Seravezzina, Giuseppe Paolini: «Il calcio e tutto lo sport in generale passa in secondo piano sperando che tutto ritorni alla normalità al più presto possibile. Probabilmente credo che sia molto difficile la ripresa del nostro campionato che quest'anno più che mai è stato avvincente ed equilibrato grazie a squadre bene organizzate sia tecnicamente che tatticamente».

Segue il tecnico del Mulazzo Fabio Giovannacci: «La situazione è molto critica, per quanto riguarda il campionato chi può dirlo come andrà a finire anche se secondo me è finito qua, hanno rinviato i campionati europei e giro d'Italia e forse le Olimpiadi. Il nostro campionato secondo me è positivo in considerazione della Coppa vinta e se nell'ultima con l'Fc. Montignoso vincevamo eravamo primi provvisoriamente». Segue il neo tecnico del Vallizeri Matteo Della Bartolomea: «In riferimento a ciò che sta succedendo al nostro Paese penso che sia il momento della giusta riflessione, della massima attenzione a ciò che ci viene detto da esperti e scienziati. Se riusciremo a seguire le loro linee guida penso e spero che piano piano potremmo tornare alla nostra normalità. Sembra superficiale parlare di calcio in questi momenti, lo si fa per staccare un attimo, tenendo viva la speranza di tornare a sudare ognuno nel proprio impianto sportivo al più presto. Ho provveduto a mandare un programma di lavoro individuale ai ragazzi studiato e condiviso nei dettagli per loro da un amico nonché un grande preparatore atletico come Mirko Balestracci».

Chiude Massimiliano Ferro direttore sportivo dello Spartak Apuane: «Abbiamo visto una Terza categoria avvincente, anche se alla fine vinceranno le squadre date per favorite. Noi siamo partiti quasi senza aspettative e ci siamo ritrovati primi in classifica per qualche giornata. Per una piccola realtà come la nostra è già questo un traguardo. Quando poi stavamo per compiere l'impresa a Minazzana il mondo ci è crollato un po' addosso: gli insulti razzisti, la rissa in campo, il loro pareggio allo scadere, dopo quella partita non siamo più riusciti a riprenderci. Poi c'è stata la bellissima vittoria contro il Cerreto, un capolavoro tattico e di determinazione dei giocatori. Sicuramente il giudizio sulla nostra stagione è positivo, seppur con qualche rammarico». —

Bruno fazzini

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