Gioco
Con lo stop al calcio giocato è tempo di raccolte fondi E i tifosi sono in prima linea
massa
Con l’emergenza coronavirus che non accenna ad attenuarsi, anche il mondo del calcio si trova ad affrontare un problema assai grande che potrebbe durare molto più a lungo di quanto inizialmente previsto. Tutti i campionati, da quelli dilettantistici a quelli professionistici, sono ovviamente fermi senza però sapere quando potrà ricominciare l’attività. In questo momento si naviga a vista, e non potrebbe essere altrimenti, giacché resta assai complicato prevedere la fine dell’epidemia che, peraltro, non ha ancora raggiunto il suo picco di contagi.
In casa bianconera dunque si attende l’evolversi della situazione per capire quando, effettivamente, potranno riprendere gli allenamenti. In un primo momento, il Comitato Regionale Toscana della Lega Nazionale Dilettanti aveva imposto di restare fermi sino al 3 aprile; tuttavia, il buonsenso impone di fare slittare ulteriormente la ripresa del calcio giocato. A quando? Oggi non è dato saperlo.
Ora i veri protagonisti sono i tifosi, che si sono attivati per dare una mano al personale sanitario impegnato nella trincea del Noa di Massa. Prima è stato il comitato “La Massese fa cent’anni” assieme alla curva “Alessandro Ballino” a destinare quasi 3 mila euro al reparto Covid - 19; poi è stata la volta del club “Orlando Ricci” che nei giorni scorsi ha lanciato una raccolta fondi in favore del nosocomio apuano. Un primo versamento di 250 euro è già stato fatto dal club.
In buona sostanza, il calcio giocato cade decisamente in secondo piano rispetto all’emergenza sanitaria. Si vedrà quando e come si potrà riprendere a giocare, considerando che in Eccellenza dovranno essere disputate anche le partite dei playoff e dei playout. Gli organi competenti sono disposti a fare di tutto per cercare di terminare i campionati in modo regolare, tuttavia, ogni decisione non potrà prescindere da un’importante miglioramento dell’attuale situazione sanitaria che interessa tutto il territorio italiano. Sono ancora troppi i punti interrogativi con cui bisogna fare i conti e che non lasciano spazio a previsioni attendibili, figurarsi ricominciare con il calcio. —
Alessandro Tabarrani
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