Attenzione
Oppicelli: «Lega Pro contenga i danni per club e giocatori»
carrara
Prima l'aspetto sanitario, la salute. Poi si dovrà pensare alle ricadute del periodo di emergenza sull'economia, sulla società. In coda, dopo aver sciolto questi due grandi nodi, il calcio giocato: la regular season da terminare (una dozzina di gare) e il rebus playoff, a cominciare dal numero dei partecipanti.
È questo, in estrema sintesi, il pensiero del presidente azzurro Fabio Oppicelli che interviene per fare il punto della situazione sulla Carrarese e più in generale su questo periodo per la Lega Pro. Si parte con una precisazione: «Parlare di calcio giocato in questo momento è superfluo, le priorità sono altre». Prima, ovviamente, la salute. «A cascata economia e società. E il calcio riflette questo schema. Le nostre sono categorie solitamente povere, spesso o sempre sovvenzionate dai sacrifici di imprenditori con aziende che funzionano per dare benzina al calcio. La C allora patirà il “dopo” su due fronti: fisiologico ed economico perché la crisi delle aziende non permetterà per molti a quel punto di sostenere il calcio – spiega il presidente marmifero – la C non ha un'autogestione da big, come in serie A e B. Le squadre delle categorie superiori si rimettono in moto con la benzina del sistema, qui la benzina è per il 99 per cento data da imprenditori che se rallentano...».
C'è di più, rimarca Oppicelli, «anche perché la serie C “sfama” moltissime famiglie, direttamente e non, e credo di poter affermare che per più del 70 per cento non parliamo di ingaggi così faraonici. Ci sono stipendi comuni che non permettono “vuoti” per un paio di mesi». E per questo motivo Oppicelli plaude ai vertici della terza serie: «Il presidente Francesco Ghirelli sta facendo un ottimo lavoro: sia da un punto di vista normativo, avanzando scenari, ipotizzando soluzioni; sia per l'aspetto economico per cui è in contatto continuo con le società. Dirò di più: le categorie superiori dovrebbero prendere esempio da lui e dalla sua gestione. Speriamo in una soluzione che permetta di ricominciare in maniera dignitosa, contenendo il più possibile i danni. Abbiamo una Lega molto agile, che sta lavorando. In questa situazione dobbiamo poi essere tutti bravi ad accontentarci, altrimenti alcuni prendono e altri affogano», riflette.
Si fa molta fatica, in questo momento, però, a parlare di calcio giocato. «Come ambiente siamo tutti distanti in queste settimane; io sono a Genova, però ci sentiamo telefonicamente spesso. A ogni modo, se a maggio ci troviamo a discutere di calcio giocato allora è un bene, vuol dire che le vere emergenze saranno superate. Me lo auguro, però adesso è l'ultimo dei problemi. Sforzandosi, posso dire che da quel punto di vista speriamo tutti che la scelta sia equa perché se non si finisce in maniera classica è ovvio che qualcuno alla fine sarà scontento. Ma ripeto: è l'ultima cosa a cui pensare oggi», conclude Oppicelli. —
Luca Barbieri
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