Il Tirreno

san marco avenza 

«Ragazzi, ci mancate Seguiamo le regole»

Nicola Morosini
«Ragazzi, ci mancate Seguiamo le regole»

Il presidente Luca Bini fa un appello ai tesserati del club, tra cui circa 300 bambini, a rispettare le disposizioni

2 MINUTI DI LETTURA





avenza

Una situazione surreale quella che stanno vivendo tutte le società di calcio, dalla Serie A fino ai campionati dilettanti, passando naturalmente per tutto il mondo del calcio giovanile. Stop forzato per un'emergenza, quella del Covid-19, che è riuscita a fare quello a cui erano arrivate solo le due Guerre Mondiali, ovvero sospendere l'attività sportiva del calcio, lo sport più amato dagli italiani e quello più praticato.

Una delle società decisamente più colpite da questo stop forzato e dalla chiusura degli impianti sportivi è senza dubbio la San Marco Avenza, perché a parte lo stop dell'attività agonistica della prima squadra di Eccellenza, che sta disputando anche le finali nazionali di Coppa Italia rientrando attualmente nelle migliori otto formazioni della penisola, vede ai box un importante settore calcistico giovanile che, ricordiamolo, è il più numeroso della città di Carrara, se non di tutta la provincia apuana, e conta attualmente circa trecento tesserati, tutti costretti a casa senza gli allenamenti e senza le partite al “Paolo Deste” della Covetta, tutte attività da tempo ormai annullate.

E per la società della San Marco Avenza, parla oggi il presidente Luca Bini. Queste le sue parole: «L'emergenza coronavirus sta mettendo in difficoltà non solo noi ma tutto il mondo del calcio giovanile e dilettantistico, comprese molte società vicine. Si tratta di una situazione a noi completamente nuova che dobbiamo cercare di vivere seguendo le regole imposte dal Governo. Stiamo vivendo un momento davvero molto complicato che speriamo possa risolversi al più presto. Adesso, in ogni caso, l'imperativo è uno solo, ed è quello di seguire le regole e gli ordini che gli esperti e il Governo ci dicono».

Continua il presidente del club avenzino: «Noi, come società che vede quotidianamente all’impianto della Covetta l'aggregazione di centinaia di ragazzi e bambini, da subito, fin prima dello stop della Federazione, abbiamo deciso di sospendere le attività per salvaguardare l' incolumità di tutti i nostri tesserati, compresa quella di noi stessi dirigenti. Non vediamo ovviamente l'ora di ritrovarci al campo perché ciò vorrebbe dire che l’emergenza sarebbe superata. Mancano, e tanto, i rapporti quotidiani con lo staff, i ragazzi, i calciatori della prima squadra e tutta la nostra gente. Forza San Marco». —

Nicola Morosini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini