Gioco
L’analisi degli allenatori: «Il calcio in secondo piano, ma non dobbiamo mollare»
Come è stato per gli altri campionati che riguardano le nostre squadre, abbiano sentito alcuni allenatori della Seconda categoria, campionato che si è fermato l'8 marzo scorso alla 25ª giornata. Sono intervenuti Yuri Angeli dell'Atletico Podenzana, Alessandro Fini del Ricortola, Marco Mencatelli della Fivizzanese, Augusto Secchiari dell'Attuoni Avenza e Fabrizio Monga del Lido di Camaiore.
«La mia opinione sull'argomento - dice Angeli - ammetto che sia irrilevante. Penso che ci sono persone preparate che stanno studiando la situazione per il bene di tutti noi. Se l'Italia ha deciso di fermarsi vuol dire che era giusto farlo. Dispiace non giocare ma i problemi sono altri. Oggi dobbiamo tutti collaborare per rendere più facile il lavoro di migliaia di medici, infermieri, Oss e volontari. Noi come tutte le altre società non faremo altro che adeguarci a questa situazione sperando di riprendere al più presto il campionato, perché vorrebbe dire che la situazione sarà più rosea. Allora dovremmo essere bravi a farci trovare pronti e dare tutto per poter far divertire e distrarre gli appassionati che ci verranno a vedere». Poi Fini del Ricortola: «Per quanto riguarda la situazione generale dobbiamo attenerci alle direttive. Per quanto riguarda la squadra non veniamo da un momento positivo visto che abbiamo perso tre partite di fila comunque quando si ripartirà (spero al più presto) noi non molleremo e fino alla fine daremo del filo da torcere a tutti e a fine campionato faremo insieme alla società un bilancio e valuteremo gli aspetti sia positivi che quelli negativi della stagione».
Prosegue Marco Mencatelli da Fivizzano: «La Federazione ha fatto benissimo a interrompere ogni tipo di campionato, perché questa problematica poteva diventare come poi si è visto più grave. Sono d'accordo sulla scelta di tirare i remi in barca per riuscire a capire dove andrà a finire il nostro paese. Per quanto riguarda il campionato è che venga data continuità con un slittamento in modo che si riparta da dove ci siamo fermati, senza disputare recuperi in mezzo alla settimana. Se poi dovremmo stare fermi più del tempo indicato allora è chiaro che dovremo disputare una o due partite infrasettimanali. Per quanto riguarda la mia squadra stavamo passando un ottimo momento, nel girone di ritorno siamo secondi come punti conquistati, di questo ne sono molto contento, frutto del nostro lavoro dove ho visto crescere la squadra sotto tutti i punti sia mentale e di gioco». Quindi Secchiari dell’Attuoni Avenza: «La situazione è molto critica, all'inizio pensavamo fosse poco più di un influenza invece è un focolaio per molti casi mortale, i nostri politici si son fatti sfuggire di mano la situazione. Spero si risolva in tempi brevi prima per chi è malato poi per chi ha una attività, se si protrae la cosa sono dolori economici per tutti. Per quanto riguarda lo sport in generale, è l’ultimo pensiero, sono preoccupato per come andrà a finire con questo virus».
Infine chiude l’analisi l'allenatore versiliese Fabrizio Monga: «Un evento inaspettato, di grave portata per tutti, non ricordo una cosa simile in vita mia. Di sicuro va ad incidere sulla nostra salute e su tutto quello che riguarda la nostra vita in generale, in questo caso il calcio. Giusto fermarsi anche se credo non basteranno due settimane ho paura che si vada dopo Pasqua, con un prolungamento della stagione calcistica che porterà seri problemi a tutte le società. Una pausa forzata nel momento clou della stagione, con la mia squadra che era in ripresa, dopo un momento no e che si apprestava ad affrontare il finale di stagione con grande convinzione di poter arrivare ai playoff. Non so adesso cosa succederà visto che, con il nuovo decreto non ci possiamo nemmeno allenare». —
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