Sicurezza
«Quella parata al 95’? È stata mia mamma dal cielo»
Francesco Forte dedica alla madre da poco scomparsa il miracolo che ha salvato il successo della Carrarese. Valente: «Adesso continuiamo a fare punti»
«Non abbiamo niente contro i tifosi. Siamo andati a salutare come domenica scorsa. È un periodo un po' particolare, ma dobbiamo restare tutti uniti». Con queste parole lunedì sera Nicola Valente ha spiegato la scelta della Carrarese di non fermarsi sotto il gruppo della Curva Nord a fine partita. L'esterno offensivo ha commentato la vittoria sul Renate, arrivata grazie alla sua prima doppietta stagionale. Un primo gol realizzato con uno splendido destro a giro, seguito dal raddoppio di testa nato da un cross di Foresta: «Dopo gli ultimi risultati c'era rammarico, ma nonostante tutto in settimana abbiamo continuato ad allenarci al meglio. Abbiamo fatto una partita aggressiva, andando a prenderli alti e abbiamo portato a casa la partita. Le polemiche dei giorni scorsi? La classifica è molto buona. Vedo un gruppo sereno, coeso, che lavora benissimo e segue il mister. Siamo terzi e probabilmente meritavamo qualcosa di più. Dobbiamo pensare solo a fare più punti possibili».
In sala stampa anche Francesco Forte, protagonista al 95' di un super intervento sulla punizione di Galuppini, deviata dal portiere sull'incrocio dei pali, salvando il risultato. «Come sapete – ha detto - non sto attraversando un periodo felice della mia vita. Quella parata è stata mia mamma a farmela fare. L'emozione era tanta. Non volevo prendere gol e lei dal cielo mi ha dato una grande mano. Dedico la parata a mia mamma, alla mia famiglia, a tutto il gruppo Carrarese, perché mi è stato tantissimo vicino in queste settimane. Siamo un gruppo vero. Questa è una grandissima vittoria anche da parte loro e adesso dobbiamo andare avanti sulle nostre certezze. Abbiamo approcciato bene la partita. Sapevamo che il Renate in campo lascia pochi spazi e può contare su giocatori importanti. Avevamo voglia di rivalsa dopo le due sconfitte che avevamo subito anche se la squadra era sempre stata viva. Volevamo vincere a tutti i costi, perché puntiamo al secondo posto».
Intanto dalla sua pagina Facebook “Chicco” Lombardi, storico ex centrocampista azzurro degli anni '80, ha pubblicato un post rivolto ai giocatori della Carrarese: «Voi, giocatori che vestite la maglia della Carrarese, se ancora non lo aveste capito, non vestite una maglia qualsiasi. Quando mettete quella maglia, prima di entrare in campo, è come se la riceveste dalle mani di ogni tifoso presente sugli spalti, non solo, ma da ogni persona di Carrara. È come se ogni carrarino, guardandovi negli occhi, vi chiedesse una cosa sola: onoratela. Onoratela con il vostro impegno, con determinazione e con i sacrifici anche fuori dal campo. Onoratela anche sbagliando un passaggio, una rete, un’uscita, un controllo di palla, ma non mollate mai. Onoratela rincorrendo gli avversari, aiutandovi in campo, rincuorandovi, incazzandovi, sopportando decisioni avverse, ma sempre a testa alta, col cuore, e vedrete che diventerete in meno di niente un loro beniamino e li renderete orgogliosi. Onoratela proprio perché è una maglia che rappresenta il sogno di tutti gli uomini e le donne di Carrara, dove vivere richiede sacrificio, basta guardare quelle cave di marmo, lassù, e che da anni desiderano raggiungere “quel sogno”, da sempre obiettivo del suo allenatore e di tutta la società. Se dopo tutti i punti persi siamo lì, significa una sola cosa: Forza Carrara, uniti si può fare». —
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