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Morale basso in casa azzurra Con il Renate è come una finale

Luca Santoni
Morale basso in casa azzurra Con il Renate è come una finale

È una questione di orgoglio: vincere il posticipo di lunedì sera per ritrovare verve in vista del rush finale. Per dimenticare le sconfitte con Giana Erminio e Olbia

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carrara. Una finale che varrà quasi una stagione. Questo sarà Carrarese-Renate di lunedì prossimo 17 febbraio. Dopo i due ko consecutivi contro Giana Erminio ed Olbia, il posticipo notturno della 26ª giornata sarà un crocevia fondamentale, da vincere ad ogni costo e in tutti i modi.

Normalmente bisognerebbe scrivere che il risultato dovrebbe passare dalla prestazione, dal gioco e dalla qualità, ma in questo caso tutti questi fattori passano in secondo piano. Alla luce degli ultimi risultati di questo inizio di febbraio, le prospettive e anche certe priorità devono necessariamente cambiare. Lunedì sera di fronte alle telecamere di RaiSport conterà solo il risultato. Se vuole ancora sperare nel secondo posto la Carrarese sarà obbligata a vincere, non importa come, magari anche passando in vantaggio e poi facendo le classica riga per terra per difendere l'1-0. La partita contro il Renate, fra tutte quelle affrontate finora in campionato, sarà la più difficile, sicuramente da preparare in settimana e molto probabilmente da giocare sul campo. È una questione di rapporti di forza, non tanto sotto l'aspetto tecnico, ma di testa. La Carrarese è una squadra ferita. Gli azzurri in due settimane hanno perso contro le ultime della classe, incassando 6 gol e mettendone a segno solo 2. In questi frangenti, rischiano di prendere il sopravvento la frustrazione, la tentazione di cercare capri espiatori, di vedere tutto nero. Insomma, il morale dei giocatori non può che essere basso.

Dall'altra parte, ad affrontare la Carrarese ci sarà un Renate col vento in poppa: l'avversario più pericoloso e forse ancora più difficile da affrontare di un Monza. I nerazzurri del tecnico Diana sono una squadra costruita per la salvezza, che gioca il tipico calcio da salvezza (il classico difesa e contropiede), e che per propri meriti si trova ad occupare la seconda posizione della classifica a febbraio con 43 punti dopo 25 giornate. Il Renate è la rivelazione assoluta del girone A di Serie C. In pratica ha già vinto il suo campionato e da questo momento in poi può permettersi il lusso di giocare senza pressioni: tutto quello che verrà, sarà di guadagnato. Questi fattori in serie C hanno un peso enorme. Ecco perché lunedì non conteranno il bel gioco, la manovra avvolgente, il palleggio, la tecnica, ma solo l'aspetto agonistico.

Per la Carrarese sarà la gara più complicata fra tutte quelle immaginabili, molto difficile da sbloccare e altrettanto da gestire. Vincerà chi avrà più cattiveria di aggredire l'avversario metro su metro e di difendere con i denti anche il vantaggio risicato. Sarà una vera battaglia, quindi assenti, presenti, schemi di gioco e moduli passeranno in secondo piano. Conterà vincere anche 1-0 al 93'. Da qui alla fine della stagione ci saranno ancora tanti punti in palio, ma è una questione di orgoglio: la Carrarese, se vuole meritarsi il secondo posto, deve saper battere il Renate. —

Luca Santoni

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