Sicurezza
Matilde Cassina nel giro della Nazionale
La promessa della scherma convocata per un ritiro delle giovanili azzurre. «Affascinata dalle Olimpiadi 2008»
Massa-Carrara. Matilde Cassina, sedicenne atleta di Carrara, reduce dalla medaglia di bronzo a squadre negli europei cadetti spade ad Heidenheim (Germania), è una che la scherma ce l’ha nel Dna di famiglia. Sua sorella Martina, quattordici anni, è fiorettista e il padre, Domenico Cassina, è presidente del Comitato Regionale FederScherma Toscana. Contrariamente a quanto si possa pensare, non è il padre che ha spinto le figlie verso questo sport, ma è la passione di Matilde e il suo talento che hanno portato il padre ad appassionarsi a sua volta a questo sport seguendo le figlie nei vari tornei in giro per l’Europa. Matilde inizia lo sport a 5 anni e mezzo, dopo essere stata affascinata dalle Olimpiadi 2008 “Mi alzavo il mattino per vedere tutte le gare di scherma – racconta – e poi prendevo i mestoli e simulavo le mosse. Sono arrivata alla Malaspina Scherma grazie a un mio compagno che la frequentava e ora mi alleno tutti i giorni». Francesca Fialdini, 26 anni, è la sua allenatrice, insieme al fratello Marco di 29. Lui è stato il più giovane maestro di scherma italiano quando, a soli 23 anni, dopo aver acquisito alcuni titoli regionali, decise di prendere prima i titoli di istruttore di 1° e 2° livello, poi maestro ed infine il titolo magistrale riconosciuto dal Coni di 4° livello. Francesca, con un passato agonistico più lungo, è in attesa di dare l’esame per il 3° livello e nel frattempo, laureatasi in scienze motorie, si occupa anche della preparazione atletica delle allieve.
Di Matilde racconta: «È estremamente competitiva. Ha fatto una infinità di gare e, anche se era ancora nel pre-agonismo, girava l’Italia col padre partecipando a più gare degli agonisti. Dopo essere rientrata nelle categorie bambine, giovanissime, ragazze, allieve, ora è nel triennio dei cadetti. Il prossimo anno sarà una giovane under 20. È sempre stata una allieva valida, ma solo dai cadetti in poi vale la tecnica e non più la fisicità». Il suo talento è emerso quando è arrivata terza a Riccione per il campionato italiano, che le ha valso la prima convocazione negli Azzurrini (un ritiro nazionale giovanile tra le migliori promesse italiane). Da lì è entrata in un circuito di gare nazionali ed internazionali molto duro. Racconta: «Ho disputato gare a Ginevra, Copenhagen, Budapest, Klagenfurt, Heidenheim (arrivata terza con le compagne Margherita Baratta, Lucrezia Paulis e Gaia Caforio) e prossima tappa sarà Bratislava. Nel frattempo continuo a fare gare nel circuito nazionale dove alla prima prova sono arrivata terza guadagnandomi il diritto di accedere alle finali. Riesco ancora a conciliare bene la scuola dove sono al quarto anno del Liceo Scientifico Sportivo, usufruendo anche del percorso personalizzato per studenti che praticano agonismo ai quali, dovendo in periodo di gara perdere molti giorni scuola, sono riservate alcune agevolazioni (tipo interrogazioni programmate). Non mi sono mai stufata della scherma e nonostante sia sempre tesa durante le gare, questa disciplina mi ha reso più concentrata, coordinata e agile. Non puoi distrarti e soprattutto ti permette di tirare fuori la grinta, esprimendo una forza che non sempre hai nella vita. La maschera ti isola dal mondo e ti lascia sola con te stessa».
Soddisfatto dei successi di Matilde anche Dante dell’Ertole, presidente da 11 anni della Società Schermistica Malaspina Massa Asd che conta attualmente circa 50 iscritti e che solo l’anno scorso ha portato 3 finalisti nella rosa dei 42 ai campionati italiani. Domenico Cassina ammette: «Come padre provo per la sua vittoria una grande emozione che ripaga di tanti sacrifici che Matilde sostiene giornalmente in palestra. E’ la conferma inoltre che la strada intrapresa con i maestri è quella giusta. A loro va il mio personale ringraziamento». —
Daniela Marzano
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