Il Tirreno

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Buffoni, Lunigiana e Liberazione vera fucina di campioni: Tiberi Martinelli, Garofoli, Battistella

Aldo Antola
Buffoni, Lunigiana e Liberazione vera fucina di campioni: Tiberi Martinelli, Garofoli, Battistella

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Massa. Il Buffoni, con il Giro della Lunigiana ed il Gp Liberazione di Massa sono diventate sicuramente le migliori corse italiane della categoria juniores, ma forse anche europee. La dimostrazione sono i risultati che i vincitori di queste tre manifestazioni e comunque i ragazzi che sono sempre fra i protagonisti hanno praticamente dominato questi mondiali giovanili. Hanno vinto il titolo di campione del mondo Antonio Tiberi nella crono Juniores (sempre fra i protagonisti alle tre gare della provincia di Massa-Carrara) mentre su strada in questa categoria sono arrivati secondo Alessio Martinelli e quinto Gianmarco Garofoli che ha vinto l’ultimo Buffoni (con Tiberi e Piccolo nei primi posti). Negli under 23 la vittoria e titolo mondiale di Samuele Battistella su strada e Filippo Ganna terzo nella cronometro hanno commosso. Battistella aveva vinto il Buffoni tre anni prima da juniores. Molto sfortunata le prove di Andrea Piccolo (vincitore del Gp Liberazione del 2017) per via di una caduta che poi lo ha portato a dare tutto per la squadra.

Inutile sottolineare la grande soddisfazioni fra gli organizzatori di queste corse nostrane. Ma sono successi non arrivati per caso, Lunigiana, Liberazione e Buffoni sono corse curate con grande passione, capacità ed impegno, lavoro che dura tutto l’anno seguendo i ragazzi juniores per tutta la stagione. Una ulteriore iniezione di fiducia per far ancora meglio nel prossimo anno, anche se meglio di come hanno fatto nelle ultime stagioni diventa quasi impossibile. Subito dopo le prove dei giovani, juniores ed Under 23, abbiamo ascoltato i tecnici locali, anch’essi molto considerati a livello nazionale, Giuseppe Di Fresco, Matteo Berti e Beppe Parolisi ds di Battistella. Il primo in forza al Casano il secondo alla guida della work service Romagnano.

E poi i dg Fabio Del Giudice anima ispiratrice e forza del Buffoni. Giuseppe Di Fresco, ex professionista ed attuale Dg Casano. «Per quanto riguarda gli juniores abbiamo avuto un grande Tiberi che danneggiato in partenza dalla rottura della bici forse alla fine è stato un vantaggio: ha cambiato bici, ha preso la sua che usava tutto l’anno senza il suo cardiofrequenzimetro ed il computerino, è andato avanti dando tutto quello che poteva, senza calcoli e con tanta rabbia e forse questo lo ha portato al risultato eccezionale. Antonio lo conosco bene, è un ragazzo veramente forte, determinato ed intelligente. Sentiremo molto parlare di Lui. Gli altri: Piccolo è stato sfortunato e dopo ha dato tutto per la squadra, Battistella, quando ho visto come andava nel finale ti ho detto in anticipo che avrebbe vinto». E Garofoli, il vincitore dell’ultimo Buffoni è il più giovane ed arrivato quinto al mondiale, non è poco. Strafelici per la vittoria di Battistella soprattutto Fabio Del Giudice, che ricorda bene la sua vittoria al Buffoni 2016, e Beppe Parolisi, ds di Battistella. «Siamo tutti veramente felici – ci ha detto al telefono Parolisi – il ragazzo dopo il Tour si è concentrato tutto sul mondiale. Si voleva rifare da quello dello scorso anno. L’avevo sentito in mattinata e subito mi ha dato l’impressione di essere carico al punto giusto. Gli ho detto che può fare il miracolo, anche se nel ciclismo non esistono, serve invece tanto lavoro, impegno e volontà. È stato bravissimo e commovente (ha commosso tutta Italia) ed avrebbe vinto ugualmente ma l’olandese ha avuto un aiuto esagerato, lo abbiamo rivisto in tv il giorno dopo. Se l’Uci ha deciso cosi è perché era sicura, una decisione inappellabile».

Insomma a questo mondiale c’è stato lo spettacolo dei castelli del Yorkshire, dei panorami ma soprattutto dei giovani ciclisti juniores ed under 23 italiani. Infine, a confermare tutto il grande lavoro del ciclismo italiano, c’è la grandissima prova dei professionisti che ha portato due italiani nei primi quattro, infatti nel gruppetto c’erano Trentin e Moscon che si sono classificati secondo e quarto. E con un po’ di fortuna in più ci poteva stare il titolo mondiale. —

Aldo Antola

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di Redazione web