Toscana
Un massese a Genova Andreazzoli inizia il ritiro con la carica e il sorriso
Massa. Terza squadra di serie A guidata dal nostro Aurelio Andreazzoli ed i presupposti dopo questo primo inizio di preparazione e partitelle sono tutti buoni. D’altra parte ormai ha aggiunto grande esperienza alle sue qualità tecniche ed anche psicologiche per ottenere il massimo dai giocatori ma anche dalla simbiosi col pubblico, con i tifosi. Aveva già ottenuto tanto a Roma facendo aprire i cancelli di Villa Trigoria agli spettatori, alle famiglie, per assistere agli allenamenti.
Ed il riconoscimento dei tifosi c’era stato, tanto che a fine campionato il ds Baldini alla domenica sportiva aveva annunciato che Andreazzoli sarebbe stato il tecnico della Roma anche negli anni successivi. Poi avvenne la vendita della società agli americani e tutti sappiamo come cambiarono le cose. Aurelio ora dopo aver fatto molto bene ad Empoli è approdato al Genoa, una società ma soprattutto una squadra che aveva bisogno di essere riorganizzata. Aurelio nella sua carriera ha dimostrato di saper anche, umilmente, far tesoro delle cose positive avute e di applicarle. Così ora a Genoa ha iniziato la nuova avventura e tutto, a cominciare dai primi rapporti con i giocatori ed i tifosi, sembra procedere molto bene.
Un esempio, riportato dal Secolo XIX che sta seguendo la squadra nel primo ritiro di Innsbruk è quando Aurelio ha fatto notare un errore a Sanabria durante una amichevole. «Hai sbagliato ma non importa, questa è andata, pensa alla prossima dai» e poco dopo lo stesso giocatore paraguayano prende la palla, mette a sedere un avversario e deposita in rete trasformando la smorfia di disapprovazione di poco prima in un bel sorriso rivolto al tecnico. Ecco cosa vuol dire il comportamento dell’allenatore.
Anche a Genova dimostra di essere un perfezionista, di non lasciare niente al caso. Fa seguire gli allenamenti con un drone e viene registrato tutto dai suoi collaboratori, Giacomo Lazzini, i fratelli Aliboni ed altri, per analizzare successivamente le varie azioni. Dalla squadra pretende, come lo abbiamo visto nelle due ultime stagioni ad Empoli, gioco sempre a terra, senza sciupare palloni con lanci lunghi, e non si innamora dei numeri dei moduli, può usare il 4-3-1-2 come il 3-5-3 dove esprime comunque una costante ricerca del bel gioco. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
