Toscana
Massese, un passo nel futuro «Portiamo umiltà e grinta»
Il neo presidente: «Mi innamorai della squadra quando la vidi da piccolo» Il tecnico Gassani promette impegno: «Con me chi non corre non va in campo»
È iniziata l’avventura della nuova Massese. Ieri pomeriggio la nuova dirigenza che ha raccolto il testimone da Nicola Cencetti e Mario Ceccarelli si è presentata in una lunga conferenza stampa dinanzi si tifosi.
C’è grande voglia di fare, di ridare dignità ad una squadra blasonata che nei prossimi mesi si esibirà in Eccellenza dopo la dolorosa retrocessione di quest’anno. Il presidente sarà Giovanni Nepori, il direttore generale, Dario Pantera, il direttore sportivo, Antonio Meazzini e il tecnico, Matteo Gassani.
«Spero di essere all’altezza del mio compito - ha detto Nepori - per me è un orgoglio essere il presidente della Massese nell’anno del centenario. Ho visto da piccolo la mia prima partita, quella decisiva per andare in serie B e da lì è partito il mio amore per la Massese. Sognavo di indossare la maglia bianconera, è successo di più. Ringrazio chi mi ha dato questa opportunità a 65 anni».
«Con l’impegno di tutti noi - ha invece detto Pantera - cercheremo di risalire quanto prima perché la Massese merita altri palcoscenici. Cercheremo di porre le basi per fare quello che manca da parecchi anni. Ringrazio Giorgio Turba che ha lasciato la fideiussione così da poter affrontare anche tutti i debiti esterni alla federazione. Mettiamo umiltà, sapendo che ci sono molte aspettative. Stiamo cercando di mettere le fondamenta per fare qualcosa di importante, chiaramente dobbiamo ripartire da zero però caratterialmente siamo gente che non molla mai. Vi chiediamo di starci vicini e anche di criticare in modo costruttivo, soprattutto quelli che vogliono bene alla Massese. Per fare bene abbiamo bisogno di voi».
È poi la volta del tecnico, Matteo Gassani meglio conosciuto come il “Diavolo” per il suo temperamento. «Ringrazio tutti per questo sogno che si realizza. Quello che posso dire è che la mia squadra dovrà avere cuore, grinta e corsa perché siamo la Massese e per questo stiamo scegliendo non solo dei giocatori, ma degli uomini che possano meritare la maglia bianconera. Con me chi non uscirà sudato completamente non giocherà. Per la Massese bisogna dare ogni minima goccia di sudore e questo è quello che posso promettere».
Sulla stessa linea anche il ds, Antonio Meazzini. «Ringrazio la sovietiche mi ha chiamato, sono lusingato di essere qua a Massa - ha ribadito il ds -. Questa è una piazza importante ma anche se sono l’unico non massese nel gruppo, in questi ultimi dieci, quindici giorni ho capito l’attaccamento dei tifosi alla Massese. C’è un progetto per essere protagonisti nel campionato di Eccellenza perché sennò non avrei accettato l’incarico. Mi è stato dato un budget da rispettare e insieme al mister stiamo cercando di fare una squadra forte, ora siamo all’incirca a metà dell’opera. Ho fatto calcio dalla prima categoria sino alla serie D e non mi innamoro mai dei giocatori. Un po’ di nomi li abbiamo in mente e la prima cosa che chiedo ai giocatori è se sono consci di arrivare in una piazza importante. Qua ci vuole gente con le palle». Sarà una Massese tutta cuore e orgoglio, ma quello che più conta, dopo gli ultimi mesi angoscianti, è che finalmente nel capoluogo apuano si può tornare a parlare di calcio giocato. —
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