Il Tirreno

qui massese 

Trattativa Pantera, resta il nodo degli stipendi

Alessandro Tabarrani
Trattativa Pantera, resta il nodo degli stipendi

La cordata disposta a superare l’ostacolo dei 25mila euro, per i contratti ci sarà bisogno delle liberatorie dei giocatori

3 MINUTI DI LETTURA





massa. Prosegue a piccoli passi la trattativa per rilevare la Massese. In campo ci sono, concretamente, oltreché i proprietari - tifosi, il gruppo massese guidato da Dario Pantera.

Come emerso nella scorsa settimana nella lunga conferenza stampa che i potenziali acquirenti hanno indetto, per avere un esito felice della vicenda dipende praticamente dal pagamento degli stipendi arretrati di squadra e staff.

Una cifra attorno ai 25 mila euro che, alla fine, dovrebbe essere superata giacché, secondo quanto si è detto nelle ultime ore, la cordata locale sarebbe disposta a coprire tale somma. Tuttavia, il pagamento degli stipendi arretrati sarà concretizzato solo dinanzi ad una serie di condizioni, tra le quali la firma delle liberatorie da parte dei giocatori. Insomma, il nodo dovrebbe sciogliersi nelle prossime ore visto che è imminente un nuovo incontro tra i potenziali acquirenti e Nicola Cencetti e Mario Ceccarelli, proprietari delle quote societarie.

Questa al monne to sembra l’uni a strada percorribile per la Massese, dal momento che tutte le altre presunte possibilità sembrano essersi rivelate solo delle boutades e nulla di più. Tanti discorsi si sono accavallati in questi ultimi giorni, anzi, in questi ultimi mesi, che raccontavano di cordate di fuori pronte a rilevare lo storico sodalizio salvo poi non accadere nulla se non dei pour parler che tali sono rimasti.

Ripetiamo: il gruppo di Massa, che l’anno passato aveva investito nel Montignoso, resta l’unica soluzione disponibile, anche perché è stata l’unica cordata a venire decisamente allo scoperto facendo chiarezza anche sulle possibilità economiche per affrontare il prossimo campionato di Eccellenza.

Si parte da una base di 150 mila euro che potrebbe ampliarsi con l’arrivo di nuove sponsorizzazioni magari a campionato in corso.

Ma di questo si potrà parlare solo se la cessione si concluderà. In questo caso, anche l’amministrazione comunale giocherà un ruolo importate per chiudere il cerchio. La piazza smania di tornare a parlare di calcio giocato, pur tra mille difficoltà. E allora, visto che il quadro è quello descritto or ora, si faccia in fretta a chiudere il discorso perché più passa il tempo e più problemi emergeranno, rischiando di brutto di far precipitare la situazione. Detto questo, è davvero triste assistere a questa faccenda con la Massese che non riesce più a ritrovare la strada della serenità, potendo programmare un futuro degno del suo nome.

Questa settimana fornirà, nel bene e nel male, comunque nuovi elementi su cui ragionare se anche il passaggio di proprietà non sarà messo nero su bianco. Che poi, cosa vuoi ragionare in un quadro del genere. Orbene, null’altro da aggiungere evitando tediose ripetizioni su quanto già ampiamente scritto. Ad oggi, il gruppo massese è l’unico che può rilevare il sodalizio bianconero, piaccia o no, altre strade non esistono e il tempo a disposizione non è molto. Amen. —

Alessandro Tabarrani

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa