Il Tirreno

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La trattativa per la cessione della società si è arenata, settimana decisiva

A. T.

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massa. Non trapelano buone notizie sulla cessione della Massese.

La scorsa settimana infatti, è stata caratterizzata da diversi incontri con le cordate interessate che hanno coinvolto anche l’amministrazione comunale.

Per quel poco che si è riuscito a capire, i faccia a faccia non sono andati molto bene e il rischio più pericoloso, in questo momento, è che le trattative si arenino aprendo, de facto, una situazione di stallo. Il fatto è che i proprietari - tifosi volevano evitare proprio una situazione del genere palesando nei giorni scorsi la volontà di consegnare nelle mani del sindaco le quote societarie, facendosi da parte e sottolineando come il compito della tifoseria si sia esaurito.

Anche su questo però non ci sono certezze che l’amministrazione decida di farsi carico della vendita societaria. Insomma, una situazione preoccupante. Detto questo, è bene ricordare chi sono i potenziali acquirenti della Massese: in primis una cordata locale di imprenditori che avevano investito nel Montignoso nella scorsa stagione e che ora hanno in animo di rilevare la Massese.

Sino a qualche giorno fa, tale gruppo sembrava essere in pole per chiudere la trattativa, senonché gli ultimi sviluppi non hanno portato novità positive e la situazione pare congelata. Vi è poi l’imprenditore laziale che opera nel mondo della nautica e nell’immobiliare che da diverso tempo starebbe provando a rilevare le quote senza successo.

In ultimo resta in pista anche una cordata spezzina che però sarebbe decisamente sul fondo del quadro rispetto agli altri. Il nodo sta pure nel fatto che l’amministrazione stessa avrebbe manifestato la preferenza per una soluzione locale visti anche i precedenti (anche recentissimi) registrati allorché la Massese è finita nelle mani di imprenditori, o presunti tali, che operano fuori dal tessuto produttivo apuano. Dalla stessa amministrazione tuttavia è trapelato poco o nulla sulla situazione che resta dunque di estrema incertezza.

Questa settimana l’auspicio è che si possa uno sbocco, al di là della volontà di consegnare le chiavi della società al sindaco.

La piazza non reggerebbe ad un nuovo balletto come quello avvenuto la scorsa estate che poi ha portato ai disastri che sono sotto gli occhi di tutti; certo è che, per come stanno le cose oggi, l’ottimismo circa una felice chiusura della vicenda societaria è via via scemato.

Non sono comunque esclusi dei colpi di coda nelle prossime ore, anche perché soprattutto la cordata locale pare intenzionata a provarci sino in fondo.

Resta aperto anche il nodo delle garanzie da presentare a supporto di un progetto che possa rilanciare la Massese una volta per tutte. Ahinoi, anche su questo fronte siamo in alto mare. —

A. T.

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