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Se le trattative naufragano la palla passa alla giunta

A.T.
Se le trattative naufragano la palla passa alla giunta

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massa. Eppur si muove. Le trattative per acquistare la Massese sono ancora vive e tutto lascia pensare che non passerà ancora molto tempo prima di cominciare a capire il futuro dello storico sodalizio bianconero.

Soprattutto, c’è da comprendere se davvero, alla fine della fiera, gli attuali proprietari - tifosi, rappresentati da Nicola Cencetti e Mario Ceccarelli, porteranno le chiavi della società al sindaco. Sono ore importanti e molto dipenderà dalle risposte che verranno date dai potenziali acquirenti circa le garanzie chieste per corroborare le varie proposte.

Peraltro, si fanno sempre più insistenti le voci su alcuni incontri che gli interessati alla Massese avrebbero già fatto con la stessa amministrazione comunale; voci che, tuttavia, vengono smentite o confermate con la cadenza di un metronomo. Possibile dunque indicare un lasso di tempo entro il quale avere maggiore chiarezza?

Non è facile stabilire quanto ancora si dovrà attendere giacché il riserbo è talmente alto che, provare a fissare una data, sarebbe come cercare con lo sguardo uno spillo dinanzi ad un banco di nebbia fittissima. Vero è che se non ci saranno movimenti significativi che possano far accelerare le trattative le chiavi della Massese verranno certamente portate all’amministrazione comunale.

Insomma, tra i ben informati, taluni scommettono sulla prossima settimana, talaltri addirittura azzardano nell’ipotizzare già le prossime ore come quelle decisive. Poco ci si capisce.

Quello che si può auspicare senza ombra di dubbio è che la vicenda si risolva rapidamente, ogni giorno in più di immobilismo nuoce alla Massese che avrebbe invece bisogno di una dirigenza forte capace di pianificare per tempo la prossima stagione. E per pianificare un campionato sereno occorre tempo, ragionamenti, uomini. E soldi. D’altronde senza quelli è difficile creare qualcosa che possa pensare di andare lontano.

Muoversi in tempi ragionevoli, insomma, cominciando a ridare un minimo di speranza ad una piazza che, definire sfibrata da mesi e mesi di incertezza, è usare un eufemismo. C’è ancora un minimo di tempo per restare positivi. Non tantissimo però. —

A.T.

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