Il Tirreno

Un venerdì da leoni, i pionieri del surf protagonisti della serata Panathlon

Luca Santoni
Un venerdì da leoni, i pionieri del surf protagonisti della serata Panathlon

Le storie, i sogni e le imprese dei marinelli che con la tavola si sono fatti valere e le belle manifestazioni che parlano di mare 

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L’evento

Un venerdì da leoni, quello organizzato dal Panathlon Club di Carrara e Massa all'Hotel Atlantic di Marina di Carrara, dedicata ai pionieri del surf italiano. A condurre la serata, è stato il presidente Paolo Pasquali, che ha presentato coloro che per primi sul finire degli anni '70 iniziarono a praticare a Carrara e nel nostro paese la disciplina del surf da onda, tanto in voga sulle spiagge d'America e diventato ormai vero e proprio sport olimpico. Numerosi gli ospiti della serata: Enrico Giannotti (presidente di Area 51, giudice federazione italiana surf, ex campione italiano Master 2011, ex membro ed ex coach della Nazionale italiana Surf, attualmente membro della Commissione Giudici Internazionale della federazione surf); i surfisti Marco Urtis, Claudio Lena e Tommaso Pavoni in rappresentanza del nonno Mario Chiaramonte detto “Pampino”; Elena Angius e Monica Guardi; Antonella Petrocchi (vice presidente Aias e presidente della Consulta Comunale Disabilità); Filippo Vinchesi, accompagnato dal babbo Carlo Vinchesi e dalla mamma Raffaella Orfanotti (tesoriere Aias), l'architetto Marta Mazzi, l'avvocato Luca Lattanzi e l'artista Francesco Ricci. Sotto la supervisione tecnica del segretario Claudio Sartorio sono state proiettate foto storiche e di repertorio dei surfisti carraresi. Enrico Giannotti ha quindi spiegato come è nato il surf in Italia e in particolar modo a Carrara: «Il merito va a Mario Chiaramonte. Proprio qui all'idrovora di Marina io e Piero Vatteroni facevamo wind surf nel '79, mentre Mario preferiva il surf da onde. Lui mi chiese: “Quando mi insegni a prendere le onde con la vela?”, e io: “Tu, invece, quando mi insegni a fare surf senza vento?”. Appena calò il vento, lasciai la vela in spiaggia, presi la mia tavola wind surf e incominciai a buttarmi giù dalle onde. Mi presero per matto, ma da quel giorno non smisi più. Ho fatto anche il mondiale in Israele a 16 anni. In quegli anni a Viareggio c'erano i fratelli Dini con Farina e a Genova i fratelli Fracas. Insieme a loro c'era il nostro Mario Chiaramonte. Poi dopo i pionieri arrivarono i giovani del surf come Urtis, Lena e tantissimi altri marinelli che hanno praticato il surf a livello internazionale e sono conosciuti in tutto il mondo. Io, Marco Urtis ad un altro amico abbiamo organizzato a Levanto il primo campionato del mondo professionisti (nel 2011 ndc), al quale avevano partecipato tutti i surfisti più forti al mondo». Antonella Petrocchi ha parlato del progetto “Navigando oltre le barriere” portato avanti insieme a Giannotti: «Qualche anno fa Enrico mi propose l'idea di portare in barca i nostri ragazzi. Mi resi conto di avere io una barriera mentale, perché la cosa inizialmente mi spaventava, poi il progetto è nato, siamo ormai al suo sesto anno ed è stata una delle cose più belle, perché ha dato gioia immensa ai nostri ragazzi. Sono riusciti a superare tutte le loro barriere, le paure, tutti i loro ostacoli ed è diventata un'esperienza bellissima». Anche il past president Panathlon Piero Vatteroni ha raccontato le proprie avventure da pioniere del wind surf. —

Luca Santoni

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