Gioco
Baldini come Mandela «Rimango a Carrara per i nostri tifosi e per il nostro sogno»
Il tecnico azzurro: pubblico speciale che sa soffrire e sperare E al mister del Pisa replica: forse non ha capito l’italiano
Anche per il prossimo anno sulla panchina della Carrarese ci sarà, per il terzo anno consecutivo, mister Silvio Baldini. L'obiettivo? Il solito, inseguire il sogno chiamato serie B e sfumato, per questa stagione, nel derby di ritorno contro il Pisa.
«Io devo fare intanto i complimenti ai miei ragazzi perché abbiamo fatto bene, abbiamo migliorato anche quanto fatto l'anno scorso. E quindi voglio ringraziarli». Proprio come nel dopo-gara, a pochi minuti dalla fine della partita, il tecnico marmifero riprende e parte da qui, anche nel “day after”, dopo l'uscita dal turno play-off nazionale; parte dai complimenti ai suoi, ma anche agli avversari. Archiviato il risultato sul campo, che resta comunque storico per i colori giallo azzurri, il tecnico passa poi al ringraziamento che va dritto verso gli spalti. Tifosi della Carrarese all'inglese. Quegli spalti – in curva ospiti – dell'Arena Garibaldi di Pisa con oltre un migliaio di tifosi della Carrarese. «Ti puoi immaginare l'entusiasmo, ci hanno salutato anche quando siamo tornati da Pisa. Sono tifosi eccezionali che sanno accettare la sconfitta - sottolinea Baldini -. Hanno uno spirito più inglese; perché in Italia siamo ancora troppo condizionati dal risultato. Invece i nostri tifosi hanno visto che abbiamo fatto uno step in avanti rispetto all'anno scorso e hanno riconosciuto che in campo c'era una squadra che non ha mai smesso di lottare per tutta la stagione. Un atteggiamento stranissimo quello del nostro pubblico se pensiamo all'Italia», ribadisce e continua. «Carrara è una città strana, ma nel Dna dei tifosi c'è un senso di appartenenza. Si riconoscono in questa squadra e non si sono mai fatti contagiare dai pochi “gufi”; e questa è una cosa bella. Da nessun'altra parte di Italia è così: tutti cavalcano la vittoria, invece il popolo carrarino sa soffrire, sa accusare il colpo, ma non smette di sperare e di sognare e va al di là di tutto. Anche perché noi in campo in questi due anni abbiamo sbagliato poche partite, come prestazione e atteggiamento, e queste cose il pubblico sa riconoscerle». E allora arriviamo alla risposta che tutti i tifosi azzurri aspettavano già dal triplice fischio di mercoledì scorso. «Se rimango? Per forza, per migliorare, per raggiungere obiettivi importanti e ripartiamo dalla frase che abbiamo nel nostro spogliatoio. Quella di Nelson Mandela: “Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso”. Ho deciso di fare l'allenatore a Carrara, gratis. Ma sono ambizioso e cerco che tutte le cose siano incanalate in un certo binario. A me non interessano altre squadre io vorrei essere un punto importante in questo sogno. E come sempre sono abituato a metterci la faccia», commenta il tecnico della Carrarese. Quindi Baldini nuovamente in giallo azzurro: «Sì, domenica facciamo una festa dove ci salutiamo, perché il campionato è iniziato a settembre inoltrato e noi eravamo ad allenarci da luglio. Quindi i miei giocatori hanno bisogno di staccare un po' e di ricaricare le pile; poi riprenderemo da luglio per la nuova stagione». Battibecco con D'Angelo. Prima di chiudere, però, c'è tempo anche per una replica alle parole dell'allenatore del Pisa Luca D'Angelo («Ho letto che Baldini era sorpreso che Lisi non avesse giocato, lui riesce ad allenare tutte e due le squadre senza sapere le cose, mi ha sorpreso. Ho rosicato quando ho letto la dichiarazione, va da Corrado e si fa prendere dal Pisa e decide chi gioca», aveva detto D'Angelo nel post-partita). E allora la risposta di Baldini non si fa attendere. «Un vostro collega – dice Baldini – mi ha fatto una domanda in sala stampa dopo la partita di andata e io ho risposto che ero sorpreso che fosse rimasto fuori Lisi perché lo reputo un giocatore forte, ma che non guardo mai le altre squadre, guardo solo la Carrarese. Allora voglio solo rispondere che non ho mai avuto bisogno di andare dai presidenti per allenare, anzi sono loro che cercano spesso me. Probabilmente non ha compreso proprio l'italiano, ma se vuole posso spiegare meglio il concetto a quattrocchi». Baldini, ricostruiamo, alla domanda sull'ingresso di Lisi si era limitato a rispondere: «Lisi è un giocatore bravo, è entrato e ha fatto bene; pensavo giocasse dall'inizio. Io però rispetto tutte le situazioni e le scelte dei miei colleghi, ma a me interessa solo della Carrarese». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
