Sicurezza
Gaeta: forse è meglio così, le qualità per il blitz ci sono
«Tanti attaccanti piccoli e pericolosi nell’uno contro uno, mi sarebbe piaciuto giocare in questa Carrarese. E sono pronto a venire lì a festeggiare»
CARRARA. La Carrarese domani si giocherà tutta una stagione. Alla vigilia della super sfida di Pisa arriva così anche l'in bocca al lupo della “Mitraglia” Antonio Gaeta. Grande attaccante azzurro del biennio 2010-2012 protagonista della promozione in C1 del 2011 proprio attraverso in play-off. In quel primo anno di C2 Geata era diventato un autentico idolo per il pubblico di Carrara a forza di gol: ben 21 in campionato. In Lega Pro non esistevano ancora le maglie personalizzate, ma non era raro vedere allo stadio tifosi indossare le maglie della Carrarese col numero 10 e il nome Gaeta stampato sopra: giusto per far capire quanto l'attaccante partenopeo fosse entrato nel cuore del popolo azzurro. Gaeta continua a giocare sui campi dell'Eccellenza Marche con la Porto D'Ascoli, ma quel legame con la città di Carrara è sempre fortissimo. «Ho fatto una promessa a Claudio Santi. Gli ho detto che ho già la macchina pronta e che in caso di promozione in Serie B vengo a festeggiare lì a Carrara con voi. Lui sa già tutto», rivela Antonio Gaeta che prosegue: «Sono scaramantico, quindi non voglio dire niente. Domenica ho visto la partita in televisione. Incrociamo le dita e speriamo che vada tutto bene. Questa Carrarese se lo merita e poi ha tutte le qualità per andare avanti, perché è veramente forte. C'è una gran bella squadra allenata da un tecnico forte come Silvio Baldini. Ci sono tutte le carte in regola per andare avanti e realizzare questo sogno». Domenica fino al 2-0, avevamo sognato di poter già ipotecare il passaggio del turno, poi i play-off hanno ancora una volta insegnato che può sempre succedere di tutto. «Forse sul 2-0 qualcuno poteva averlo pensato, ma i play-off sono così. Basta un attimo per riaprire tutto. Ti dirò: quando il risultato finisce in parità, al ritorno ti giochi tutto e forse questo è meglio sotto il profilo mentale. Con Baldini poi la Carrarese è abituata sempre a giocarsela. Paradossalmente, presentarsi al ritorno con un vantaggio, poteva dare la tentazione di andare a Pisa per gestirla ed è proprio così che spesso si rischia di perdere». Col 2-2 di domenica questo problema non esiste. La squadra dovrà andare all'Arena Garibaldi per vincere, punto. «Esatto. Per come gioca la Carrarese forse è meglio. Gli azzurri in avanti hanno tanti attaccanti piccoli e tecnici, molto pericolosi nell'uno contro uno e a campo aperto possono fare molto male al Pisa». Un gioco che avrebbe esaltato le tue caratteristiche. «Si. Mi sarebbe piaciuto giocare in questa Carrarese per come sta in campo e per la sua mentalità». Dei tuoi play-off, quelli del 2011 vinti con la maglia della Carrarese, cosa ricordi? «Quell'anno è stato stupendo sotto tutti i punti di vista. Noi e il Carpi facemmo un campionato a parte. Arrivammo secondi a due punti dalla prima, mentre la terza stava a 14 punti da noi. Poi quando vai ai play-off si azzerano tutti i valori e rischi anche di perdere contro la quinta. Quelle sono partite particolari che se non prendi con la dovuta concentrazione, rischi davvero tanto. Poi ci sono gli episodi. Basta un episodio storto per cambiare tutto. Speriamo che l'impresa possa ripetersi adesso con questa Carrarese». —L.S.
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