Sicurezza
Tutto ancora aperto, decisivo l’equilibrio
VERSO IL RITORNO
Una sfida sui 180’ non si può giudicare dopo i primi 90’. La parola d’ordine l’ha indicato Silvio Baldini alla vigilia della sfida d’andata, equilibrio. E finché la squadra ha tenuto le giuste distanze tra i reparti e non ha lasciato spazi agli ospiti, a parte qualche rimpallo sfavorevole, non ha rischiato nulla. L’equilibrio è stato spezzato dall’ingresso di Lisi, che ha trovato terreno fertile nella zona in cui la Carrarese in quel momento aveva meno copertura, con uno Scaglia troppo nervoso, Valente che aveva speso tantissimo (ma che è stato ammirevole) e Varone che con il superlavoro non è riuscito a raddoppiare sempre. Quei pochi minuti di blackout su quella fascia sono stati sufficienti al Pisa a riaddrizzare la sfida, l’ingresso di Cardoselli è stato a sua volta sufficiente a rindirizzare l’inerzia della partita dalla parte della Carrarese. Al tirar delle somme, sui 95 minuti dell’incontro, per almeno 70-75 la Carrarese ha dato l’impressione di essere superiore al Pisa. Non quanto alla gara d’andata, quando aveva realizzato quattro gol e sbagliato due rigori, perché nel frattempo i nerazzurri si sono rafforzati, ma comunque di avere più idee, più soluzioni. La vera incognita è capire quanto peseranno gli sforzi ravvicinati, la quarta partita in undici giorni, rispetto ad un Pisa molto più fresco. Baldini ha tenuto un po’ di giocatori in serbo, come Piscopo, Maccarone, Caccavallo, Latte Lath entrati nella ripresa come Cardoselli. E se Murolo, come sembra, ce la farà, là dietro sui palloni aerei il Pisa non avrà vita facile. I nerazzurri avranno la spinta di 8mila tifosi, ma gli oltre mille azzurri si faranno sentire eccome. Insomma, la Carrarese ha le capacità per ripetere l’impresa di Vercelli, la gara è tutta da giocare e da vivere. —M.B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
