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In 200 davanti allo stadio contestano il sindaco: «Rivogliamo la nostra casa»

A.V.; L.B.
In 200 davanti allo stadio contestano il sindaco: «Rivogliamo la nostra casa»

Sugli spalti il coro: «Forse chi sa, succederà, canta con noi De Pasquale se ne va»  Baldini: dedico la vittoria a tutti quelli che sono rimasti fuori. Mercoledì a Vercelli

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CARRARA. Una giornata da incorniciare per i tifosi azzurri. Scandita da due cori. «Carrarese you’ll never walk alone»: la Carrarese non camminerà mai sola. Lo stesso coro lanciato dai tifosi inglesi del Liverpool. E un altro, tutto locale: «Rivogliamo la nostra casa». Sì perché i tifosi azzurri la Carrarese quest’anno non l’hanno mai lasciata sola anche senza la loro “casa”. Sono stati accanto alla squadra quando, all’inizio del campionato è piombata la tegola dello stadio inagibile e per seguire la squadra del cuore, e della propria città, si macinavano i chilometri fino a Pontedera. Poi, nelle partite vissute fuori dal Dei Marmi, con le bandiere e i cori, sotto la curva. Ma dietro il muro di cinta. E, ancora, le gare vissute con uno stadio aperto a meno di metà: senza la curva nord. Senza il rettilineo. Senza le tribune.

E ora, dopo il successo di ieri (ma sarebbe bastato anche un pari), si riparte: di nuovo in campo mercoledì a Vercelli, dove però sarà necessario vincere.

«Carrarese you’ll never walk alone»: Carrarese non camminerai mai sola. Mai coro più azzeccato, perché i tifosi la Carrarese non l’hanno mai lasciata sola anche quando seguirla è stata una impresa quasi impossibile. Ecco a questo coro ne ha fatto da contraltare un altro: quello fuori dallo stadio, prima della partita, che hanno intonato duecento tifosi. «Rivogliamo la nostra casa». E un altro canto, fuori dallo stadio e sugli spalti:«Forse chissà, succederà? Canta con noi De Pasquale se ne va».

Una sorta di appello dei tifosi, un grido, che esce nel modo a loro più appropriato: un coro da stadio per quello stadio che, anche per i play off resta aperto solo in parte. E chi non è riuscito a accaparrarsi il biglietto è dovuto rimanere fuori.

A questo ha pensato l’allenatore della Carrarese, quel Silvio Baldini che, sullo stadio non le ha mai mandate a dire. Una vittoria tutta da dedicare a quei tifosi giallo azzurri che non erano allo stadio; a quei tifosi più precisamente – parafrasando il pensiero di mister Silvio Baldini – che sono rimasti fuori per via della capienza limitata dello stadio dei Marmi.

Per il tecnico della Carrarese, nei commenti del dopo partita, c’è spazio anche per le dediche infatti. Per i suoi giocatori, certamente, ma soprattutto per i tifosi, con una dedica speciale indirizzata verso chi – per via della vicenda legata all’impianto carrarese (che anche per i play-off ha una capienza limitata a 1200 posti in gradinata e 620 per la curva ospiti, come avviene dal dicembre scorso ormai) – è rimasto senza biglietto e quindi non ha potuto assistere alla vittoria della Carrarese nel primo turno play-off contro la Pro Patria. Chiaro il ragionamento del tecnico: in una sfida così speciale e sentita come gara inaugurale dei play-off, la richiesta della tifoseria giallo azzurra non poteva essere contenuta nei soliti 1200 tagliandi che difatti sono stati polverizzati in meno di 24 ore dai tifosi una volta aperta la prevendita.

«Sono contento per i miei giocatori e per i tifosi – le parole di Baldini –. La vittoria è dedicata a chi non era allo stadio perché non è riuscito a prendere il biglietto. Altrimenti sarebbero stati sicuramente il doppio. L’anno scorso ricordiamo che c’erano circa 4 mila spettatori contro la Pistoiese per il primo turno dei play-off; oggi (ieri, ndc) allo stadio c’erano 1200 tifosi. E quindi dedico la vittoria a tutti quelli che erano a casa e che hanno sicuramente sofferto per la Carrarese», ha sottolineato Baldini. Ma, i tifosi azzurri hanno un cuore grande e la Carrarese “you’ll never walk alone”. Non camminerà mai sola. E Baldini lo sa. —

A.V.; L.B.

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