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C’è chi s’informa e chi forse vuole: futuro incerto

Alessandro Tabarrani
C’è chi s’informa e chi forse vuole: futuro incerto

Le voci sulla società si rincorrono: sicuri l’interesse della presidentessa del Tuttocuoio, di un gruppo locale e di uno laziale

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C’è chi dice due, chi tre, chi quattro e chi addirittura cinque. E, tanto per dirla con Vasco Rossi, c’è chi dice no. Molta fantasia continua a veleggiare sul numero di cordate che sarebbero interessate a rilevare il pacchetto societario della Massese dalle mani della tifoseria.

Ecco allora buttare numeri un po’ a casaccio, tipo “‘ndo cojo cojo”, quando la realtà è ben differente. Cominciamo col dire che, sì, in effetti, qualche interesse da parte di alcune cordate è arrivato, tuttavia, tra queste manifestazioni di interesse bisogna separare la sola curiosità dalla reale volontà. Nello specifico, in pista resta la presidentessa del Tuttocuoio, Paola Coia che bisogna capire se sia disposta a fare il passo da sola o in bella compagnia. Resta anche la possibilità che la Massese passi nelle mani di un gruppo locale, già peraltro riconducibile ad una parte degli imprenditori che in questa stagione hanno investito nel Montignoso, che dopo essersi un poco defilato sembrerebbe sia pronto a tornare all’assalto.

In ballo ci sono anche un imprenditore laziale e un imprenditore spezzino ancorché, in questi casi, non si sia andati oltre una semplice richiesta di informazioni. Tutto questo è stato a grandi linee confermato dallo stesso Nicola Cencetti, l’azionista di maggioranza per conto della tifoseria che detiene il 96% delle quote, con il restante 4% ancora nell’orbita di Mario Ceccarelli.

Insomma l’interesse attorno alla Massese esiste; se questo sarà concreto lo si capirà tra qualche tempo nel senso che i dirigenti - tifosi, legittimamente, chiedono una dimostrazione pratica dell’eventuale forza economica palesata a parole per riportare (e mantenere) a certi livelli la Massese. In parole povere, si tratterebbe di sciolinare delle garanzie a sostegno di una tesi. Vi è poi l’aspetto dedicato ai debiti sinora contratti dallo storico sodalizio: anche in questo caso se ne sono sentite di ogni circa l’ammontare del debito societario; la realtà è che questo non sarebbe poi così elevato e può essere quantificato in una cifra di gran lunga inferiore ai centomila euro. Insomma, non un monte impossibile da scalare per eventuali compratori.

Questo, per sommi capi, è il quadro attuale. L’auspicio, come più volte ribadito, è che si faccia in fretta per assicurare un futuro sereno alla Massese sin dalla prossima stagione. A dirla tutta, non è escluso, a seconda di chi entrerà, che si tenti il ripescaggio in serie D dinanzi alle difficoltà in cui si trovano molte società. —

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