Il Tirreno

parla paolo malfanti 

«Il futuro della Massese? Una società solida come il Seravezza Pozzi»

Alessandro Tabarrani

Il tecnico bianconero prepara l’ultimo match casalingo proprio contro i versiliesi. Prendendoli come esempio

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MASSA. La Massese si prepara ad affrontare il Seravezza Pozzi nell’ultima gara casalinga della stagione di serie D. Dopo aver osservato un giorno di riposo in occasione del 25 aprile, i giovanotti di Paolo Malfanti hanno ripreso ieri la preparazione e questa mattina effettueranno la consueta seduta di rifinitura. Lo stesso tecnico bianconero ha fatto il punto della situazione dinanzi pure ai tanti infortuni.

«Ormai sono quasi due mesi che siamo in queste condizioni e anche domenica saremo in emergenza - ha spiegato Malfanti -. Cercheremo di fare questa ultima partita nel miglior modo possibile senza regalare nulla a nessuno come peraltro abbiamo sempre fatto nel mio percorso. D’altro canto è un’annata che è nata male e finita peggio però dovremo cercare di concludere con dignità».

Viene un po’ di rabbia a vedere una squadra come il Seravezza, con tutto il rispetto di questo mondo, giocarsi posizioni importanti mentre una piazza gloriosa come quella bianconera ancora non conosce il suo futuro. «La differenza che c’è ora tra Massa e Seravezza - ha aggiunto il tecnico zebrato - è che i versiliesi hanno una società solida che ha un programma ambizioso. Io avuto la fortuna di allenare il Pozzi per un anno e mezzo e ho conosciuto una società sana che già diversi anni fa aveva obiettivi in prospettiva, che poi hanno realizzato, quindi non si può fare altro che complimentarsi con loro. Stanno tenendo una media importante anche in serie D per il secondo anno consecutivo e bisogna fare i complimenti al tecnico Vangioni. Speriamo che anche la Massese possa trovare un presidente come Vannucci, sarebbe molto importante avere un presidente del genere».

E ancora, tornando invece alla partita. «Per quello che riguarda l’approccio alla gara, questo c’è sempre stato, anche con il Ghivizzano - ha ribadito Malfanti -, abbiamo fatto bene i primi venti minuti avendo anche due occasioni da gol, poi, come sempre, alla prima difficoltà abbiamo spento la luce e siamo andati sotto. Abbiamo terminato il primo tempo restando in partita, nella ripresa però abbiamo preso subito la seconda rete e poi è arrivata la terza dopo pochissimo ed è finita lì. Le energie nervose cominciano a finire, bisognerebbe che non fosse così, però bisogna anche capire questi ragazzi che hanno fatto un’annata difficile con mille problemi e anche inconsciamente gli stimoli vengono meno sebbene si allenano con il massimo impegno, ma alla prima difficoltà vengono fuori le vecchie ferite. Sarebbe comunque molto importante riuscire a terminare bene facendo un regalo ai tifosi che se lo meritano e anche per i ragazzi stessi che in questa stagione per, ovvi motivi, hanno sprecato il doppio delle energie nervose. Insomma, sia i tifosi che la squadra meriterebbero una vittoria».

Nonostante le mille difficoltà, secondo Malfanti non è tutto da buttare. «Anche per me è stata un’esperienza di crescita comunque importante - ha concluso il tecnico bianconero -, anche se i risultati non sono venuti è stato un percorso importante sotto tutti gli aspetti in un campionato di valore come quello di serie D. Il futuro ? Ora è presto, sono alla finestra ad osservare e spero, anzi, vorrei di cuore che la Massese trovasse una società seria e ambiziosa che porti un progetto importante. Poi per me se ci sarà ancora un futuro qua o da un’altra parte lo vedremo».

L'auspicio è che davvero tutto l'ambiente bianconero possa presto conoscere il proprio futuro, ritrovando un minimo di serenità dopo mesi e mesi passati nell'incertezza più assoluta dovendo pure digerire una brutta retrocessione. —

Alessandro Tabarrani

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