Italia
«La stagione negativa è colpa della società e dell’amministrazione»
Parla l’ex Mariani: «Un peccato l’esito per il centenario» E si mette a disposizione: «Posso dare aiuto tecnico»
Classe sopraffina, probabilmente avrebbe meritato palcoscenici ancora maggiori di quelli calcati nella sua carriera tra serie B e serie C. Stefano Mariani, massese purosangue, ha pure giocato quattro anni nella squadra della sua città, dal 1991 al 1995; amatissimo dai supporter bianconeri, oggi anche lui mostra un po’ di preoccupazione in attesa di conoscere quale sarà il destino della Massese.
«È un peccato che proprio nell’anno del centenario la Massese si trovi in questa situazione - ha detto Mariani - , diciamo che le colpe sono un po’ di tutti, sia di chi ha gestito la società negli altri anni sia delle tante figure di Massa che potevano dare una mano e pure dell’amministrazione che poteva trovare un modo per arrivare ad una soluzione e far passare un centenario più bello. Ci sono tante persone che lavorano con l’amministrazione che potevano essere contattate. Io stesso ero stato contattato dai tifosi la scorsa estate e avevo dato la mia disponibilità a dare una mano non tanto sotto il profilo economico quanto tecnico e amministrativo. L’unica cosa che chiedevo era farmi chiamare dall’amministrazione e in particolare da chi si interessava della cosa perché ritenevo necessario che il Comune fosse coinvolto direttamente nel progetto. Poi non ho più sentito nessuno».
Stefano è comunque pronto a dare una mano dal punto di vista tecnico, dinanzi però ad un progetto solido e che riguardi anche l’amministrazione comunale. «Assolutamente - ha aggiunto l’ex fantasista bianconero -, sono pronto a dare il mio contributo tecnico, ma ritengo fondamentale che venga espresso un progetto serio e che l’amministrazione venga coinvolta. Tutto deve partire dall’amministrazione che deve fare da garante rispetto a chi esprime interesse verso la Massese. Se non c’è neppure questo filtro, abbiamo visto come vanno a finire le cose».
Secondo Mariani la rinascita deve partire dal settore giovanile. «Al primo posto deve essere messa l’organizzazione societaria, ripartendo dalle fondamenta e quindi dal settore giovanile che deve tornare ad essere centrale nel progetto perché tutto ciò ha anche una valenza sociale per questo parlo del coinvolgimento dell'amministrazione comunale. Prima di tutto deve venire l'interesse della città». —
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