Sicurezza
Dalla Massese della C1 a vice di Antonio Conte «Massa merita di più»
Atteso il 6 maggio all’iniziativa per i 100 anni alla Comasca «Spero che arrivino imprenditori con a cuore la città»
Si avvicina il 6 maggio, giorno nel quale andrà in scena la giornata organizzata dal Club “Orlando Ricci” nella quale, nello scenario della “Comasca” a Ronchi, tantissimi ex giocatori, tecnici e dirigenti bianconeri si ritroveranno per festeggiare assieme il centenario del club.
Sono già tante le adesioni all’iniziativa che sta impegnando Aladino Landi, Luigi Musetti e Giancarlo Hellies, quest'ultimo che fa da collante con gli invitati. E quel giorno potrebbe esserci anche l’ex tecnico bianconero, Angelo Alessio che della Massese ha un ricordo assai positivo, maturato dall’esperienza vissuta sulla panchina zebrata in C1 nella prima era Turba nelle stagioni 2005/06, da subentrato, e 2006/07 riuscendo a salvare la squadra dalla C2. Ora il tecnico irpino è il secondo di Antonio Conte, avendo condiviso con lui negli anni le avventure prima a Siena e poi alla Juventus, così come sulla panchina della Nazionale nonché, finita la parentesi azzurra, del Chelsea. Niente male.
«Rimasi un anno e mezzo - ha spiegato Alessio - e la prima stagione fu quella caratterizzata da quello spareggio assurdo nei play out contro il Pisa dove restammo in dieci nella gara di andata e addirittura in nove al ritorno, quando la partita non fu sospesa nonostante le intemperanze dei tifosi nerazzurri e dove perdemmo dopo un recupero enorme da parte dell’arbitro. Poi la squadra fu ripescata e restai un’altra stagione dove, sulla carta, per riuscire ad evitare i play out ci voleva una impresa che invece riuscimmo a compiere. Dopodiché la Massese fu venduta da Turba e così mi ritrovai senza lavoro».
Una impresa rimasta nel cuore del tecnico. «Di Massa ho un bellissimo ricordo - ha aggiunto Alessio - sia della città che di Turba, della dirigenza tutta e dei tifosi, mi sono trovato davvero bene».
Peraltro, lo stesso Alessio non era a conoscenza fino in fondo della situazione che la società bianconera sta attraversando. «Sento ora che la società è nelle mani dei tifosi - ha concluso l’ex trainer -. Questo mi dispiace tantissimo e mi auguro che la Massese possa finire nelle mani giuste, soprattutto che possa essere rilevata da imprenditori locali che abbiano veramente a cuore il futuro della società». —
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