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l’analisi 

«A Pisa non ho visto la mia Carrarese» Mister Baldini dopo il derby: resto ottimista

Luca Santoni
«A Pisa non ho visto la mia Carrarese» Mister Baldini dopo il derby: resto ottimista

Il tecnico parla dei playoff: abbiamo la possibilità di recuperare pedine come Murolo, Valente, Caccavallo e Foresta

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. È amaro il giorno dopo il derby di Pisa. Un esame di maturità importante che la squadra si era guadagnata dopo un ottimo mese, sostanzialmente sprecato. Non è tanto la sconfitta a bruciare, quanto la prestazione “poco azzurra e molto grigia” che la formazione apuana ha offerto, ben al di sotto delle sue reali potenzialità. Ci sono un paio di dettagli che ci hanno stupiti in negativo e che ben fungono da cartina di tornasole, per capire la Carrarese di sabato: per due volte giocatori azzurri sono caduti in area pisana, alla ricerca del rigore. Un atteggiamento che non si era mai visto prima. La vera Carrarese va in porta con la palla, gioca con coraggio e non si fa battere dalla paura.

Ritroviamo mister Silvio Baldini per fare il punto della situazione. Col tecnico azzurro partiamo da una considerazione: la Carrarese non ha solo perso la partita dell’Arena, non l’ha proprio giocata. La vera Carrarese non è neanche scesa in campo. Quella vista sabato sera, è stata una squadra impaurita, che ha rinunciato a giocare il suo calcio. Questa la replica del tecnico: «Ci sono due facce della medaglie. Dal punto di vista difensivo, la Carrarese ha fatto una buona partita. Il portiere ha compiuto un paio di buone parate, e anche questo fa parte del gioco difensivo. La squadra si è difesa con ordine. Le maggiori occasioni, il Pisa le ha create con mischioni. Questa però non è la Carrarese che interessa a me. La mia Carrarese deve essere propositiva, giocare d’attacco, che non stare a vedere se gioca a Pisa o a Carrara, e distinguersi con la sua impronta di gioco. Tutto questo sabato non è stato fatto, quindi anche se avessimo pareggiato, per me sarebbe stata come una sconfitta. Non è così che mi interessa fare calcio. Penso anche ai nostri tifosi. È vero che i ragazzi hanno lottato e abbiamo perso quando mancavano 3 minuti, ma io voglio andare, giocarmela e se non vinco, devo capire perché ho perso. Si potrebbero fare tanti altri discorsi da “calciofili del c...”, che quando perdono dicono: me ne mancavano cinque e non potevo fare cambi. Se ragioniamo così, allora bisogna dire che sabato sera la Carrarese ha fatto una grande partita, ma io non faccio parte di questi “calciofili del c...”». Se la Carrarese vuole essere grande, deve fare prestazioni come quella contro l’Arezzo. «Esatto – riprende Baldini. Se la Carrarese vuole andare lontano, deve essere quella dell’Arezzo o quella del Pisa all’andata».

Non si capisce però questo essere Dottor Jekyll e Mister Hyde. Una partita così bella e importante come quella di sabato non serve neanche prepararla: si gioca e si mostra il meglio del proprio repertorio. «Anche i giocatori – replica il mister – sono uomini che vivono di sentimenti. In una partita esprimono tutta la loro gioia ed entusiasmo, in un’altra esprimono le loro paure. Dobbiamo lavorare, per migliorare sotto questo aspetto. Le emozioni di una persona non si cambiano con un allenamento, ma con una logica, col vissuto. Io posso sono parlare bene di questi giocatori, perché so che si sono impegnati e ci hanno messo il cuore. Con un pizzico di fortuna avremmo anche potuto portare a casa il pareggio, anche se la prestazione non ci avrebbe fatto migliorare per il nostro sogno. È anche vero che noi pratichiamo una calcio propositivo, dove conta essere sempre al massimo. Resto molto ottimista per il proseguo della stagione. Andremo ai play-off e abbiamo la possibilità di recuperare pedine come Murolo, Valente, Caccavallo e Foresta. Resto fiducioso – rassicura Baldini – anche perché, se non la pensassi così, vorrebbe dire che abbiamo finito il nostro campionato». —



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