Il dolore
Crisi complicata, tra le idee anche un’asta dei blocchi
MASSA. Massese, una crisi simile mai vista, questa volta è a rischio la sua sopravvivenza, la permanenza nel mondo del calcio. E sarebbe un peccato cancellare cento anni di storia, passata sempre con alti e bassi (ma questo è anche il bello ed il fascino di questo sport) ma sempre a testa alta, con orgoglio. Parliamo e sentiamo parlare spesso di “quando si giocava al Delle Piane.... e c’erano i vari Tre Re, oppure quando si chiamava Belloni o Juventina, di quando giocavano Bacchilega e Targioni o anche Burlando e Chinaglia”, tanto per citarne alcuni o del passaggio alla serie B. Tutto questo rischia di svanire perché sembra proprio che questa società storica che ha portato in giro il nome della nostra città, non interessi più a nessuno. Non interessa a chi vive a guadagna nella nostra città, dal marmo al turismo, non interessa più all’amministrazione, non interessa a quelle società che con poco potrebbero intervenire.
Ora la situazione è questa (secondo le voci raccolte in città dall’estate ad ora): i tifosi che l’hanno gestita hanno fatto il possibile, miracoli, hanno retto fino ad ora ma è chiaro che questo non può essere il futuro, anche a breve. Forse qualcuno non vuole intervenire perché ci sono i tifosi? Loro hanno detto e ripetuto che resterebbero volentieri anche solo a fare il tifo! C’è ancora da giocare mezzo campionato e servono risorse. Possibile che non si trovino un decina o quindicina di persone in grado di sacrificare qualche spicciolo per la sopravvivenza della Massese? Nessuno chiede campionati faraonici o serie C e B, ma partecipare con onore ai campionati consoni ad una cittadina di settantamila abitanti. Non guardiamo l’esempio di altre città anche più piccole che fanno miracoli, nessuno chiede questo, ma solo la partecipazione dignitosa. Possibile che non si riescono a sfruttare neanche possibilità come quelle dell’asta di blocchi di marmo offerti da ditte del settore? Come già detto ci sono state altre crisi, ma sempre risolte con la volontà di chi aveva a cuore Massa e la Massese. Per esempio una di quelle crisi, facciamo un esempio senza polemica e dunque senza far nomi ma solo per stimolare chi può farlo, avvenuta una trentina di anni or sono venne risolta da un assessore allo sport che dedicò una settimana intera alla ricerca di una soluzione, con volontà, capacità ed anche testardaggine, ma alla fine risolse il problema. —
Aldo Antola
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