Gioco
La sfiducia “mina” anche la difesa I tifosi però non vogliono mollare
II tre gol subiti contro il Cannara hanno avuto un brutto contraccolpo psicologico I sostenitori chiedono alla squadra di impegnarsi con agonismo fino alla fine
massa. La sconfitta con il Cannara ha lasciato dei segni profondi sullo stato d’animo dell’universo bianconero, già peraltro pesantemente stordito da una stagione complicatissima.
Rispetto alle altre sconfitte, quella con i rossoblu ha denotato quasi la perdita di ogni fiducia rispetto ad un cammino verso la salvezza che, obiettivamente, si è fatto talmente in salita che chissà se il migliore scalatore del mondo riuscirebbe a sfidare. Stavolta neppure la retroguardia ha retto subendo, rispetto alla norma, tre reti che non lasciano spazio a commenti di sorta, stante l’ormai endemica difficoltà, non solo a trovare la rete, ma pure a creare dei grattacapi alle difese avversarie.
Eppure, la tifoseria bianconera, com’è giusto che sia, ancora non vuole gettare la spugna e affrontare le sedici partite che mancano al termine della stagione regolare senza neppure provare a sparare le ultime cartucce; poche che siano, poco importa, tanto vale giocarsele anziché lasciare che si impolverino. Tanto vale provarci.
Ora, questo non vuol dire che la piazza zebrata sia composta da una banda di “pistola” che non sanno valutare la realtà, tuttavia non piace a nessuno gettare la spugna prima del tempo. Classifica a parte. Ciò premesso, rispetto alla gara con il Cannara c’è poco da commentare: squadra poco incisiva, debole psicologicamente e con evidenti limiti tecnici, surclassata sia tatticamente che fisicamente da una compagine che, è bene ricordarlo, ha perso solo cinque partite ed è la seconda miglior difesa del torneo.
Insomma, un avversario difficile per chiunque, figuriamoci per la Massese di questo momento.
A complicare vieppiù il compiti ai giovanotti di Bonuccelli, ci hanno pensato le assenze di Posenato e Brondi dal momento che la prima squadra cittadina non può permettersi di regalare nemmeno un calzino agli avversari.
Si può dunque parlare di spiegamento della bandiera bianca ? Certo che no, ma diventa sempre più difficile “sopportare” lo stato dell’arte. E allora ecco che per ritrovare un minimo di spirito positivo sarebbe utile, nonché dilettevole, vincere domenica a San Gimignano contro l’arta cenerentola del girone. Ritrovare così il gusto dei tre punti, cercando di non far spegnere del tutto la brace.
«Venderemo cara la pelle ci mancherebbe - ha detto Bonuccelli al termine della gara di mercoledì - solo che, a questo punto, si deve pensare anche al futuro della Massese provando a valorizzare i giovani che potrebbero diventare il tesoro di questa squadra». Un colpo al cerchio e uno alla botte, insomma.
Quello che però i tifosi vogliono vedere è una squadra pronta a dare tutto sino all’ultimo secondo, pronta a far tribolare l’avversario di turno uscendo con la maglia intrisa del sudore calcistico, frutto della cosiddetta cattiveria agonistica.
Quello che nella partita con il Cannara si è notato, ad esempio, nelle figure di Molinaro e Pedruzzi tanto che lo stesso Bonuccelli ha ribadito come questi due giocatori debbano diventare «il simbolo di questa squadra e un esempio per i compagni». —
Alessandro Tabarrani
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