Gioco
Giuseppe Caccavallo come Rocky Balboa «Ho tatuato sulla pelle la voglia di riscatto»
L’attaccante azzurro pronto a rientrare in campo e a “scavalcare la ramata”. «Sogno la B con la maglia della Carrarese»
Quasi un mese di fisioterapia. Un mese lontano dal campo (e dalle ramate). Ma, già dalla scorsa settimana, Giuseppe Caccavallo ha ripreso il posto in squadra e si è allenato insieme al gruppo in vista dei prossimi appuntamenti che attendono la Carrarese. Intanto si racconta: dagli obiettivi per il futuro alla famiglia, a un tatuaggio, l’ultimo che rappresenta la sua filosofia di vita: «Dedicato a Rocky Balboa uno che parte da zero e arriva in vetta al mondo». Fino a un canzone d’amore, “Questa sera” di Nino D’Angelo e a un mental coach, il viareggino Eugenio Vassalle che dalla scorsa estate gli ha cambiato la vita. Ma cominciamo dal campo, quello Dei Marmi che Caccavallo è pronto a tornare a calcare: «E se segno la ramata la scavalco proprio» .
Caccavallo pronto al rientro?
«Ho recuperato perfettamente dallo stiramento di primo grado mi ci è voluto quasi un mese ma adesso sono a posto».
Pronto a riprendere il suo posto in una Carrarese che, ne è sicuro, non può che continuare sulla buona strada.
«Credo che sia fondamentale ripetere quello che abbiamo fatto, e personalmente ho fatto, nel girone di andata. La serie B? Sono convinto che sia un obiettivo raggiungibile, e che la forza sia nel gruppo.
Qual è il suo obiettivo personale?
Io in parte l’ho già realizzato. Il mio sogno era di rimettermi in discussione quando sono venuto a Carrara dopo un anno e mezzo di infortunio. Sono riuscito a fare 15 gol e adesso voglio solo continuare a fare bene, e a vincere il campionato con la Carrarese.
La squadra più forte vista fino a ora?
Nel girone di andata mi ha impressionato la Pro Vercelli.
Il difensore che le ha reso la vita più difficile?
Non l’ho ancora trovato - risponde con il sorriso da guascone.
Dal mondo del pallone a quello della boxe. Sì perchè oltre che aver indossato i guantoni («per un periodo con Sandrone») Giuseppe Caccavallo ha voluto rendere omaggio a un “eroe” cinematografico: si è tatuato sulla pelle l’immagine di Rocky Balboa, davanti al golfo di Napoli. Un affresco di Alex West Coast.
Un tatuaggio per rendere omaggio a Rocky Balboa perché?
Ci sono volute otto ore, in due tempi. Un omaggio importante, Rocky rappresenta uno che si è fatto dal nulla, un uomo in cerca di riscatto proprio come me. E questo tatuaggio va ad aggiungersi a molti, molti, altri. Ho perso il conto, sono tutti importanti. Ho sulla pelle i nomi dei miei figli, momenti di vita, e pure Michael Jackson, uno dei mie cantanti preferiti.
Un bomber formato famiglia: quanto conta per lei?
I miei tre figli, Roberto, 9 anni, Cristiano 5 e Luce 3, sono, insieme a mia moglie Gaia, uno dei punti fermi e di forza. Con mia moglie Gaia ci conosciamo da quando abbiamo 12 anni, facevamo i campeggi insiemi - ricorda - Poi il calcio mi ha portato lontano, ci siamo rivisti a 20 anni, ci siamo riconosciuti, forse ci eravamo sempre aspettati. Abbiamo deciso di non lasciarci più.
La canzone del cuore?
Da buon napoletano amo la musica melodica (e Michael Jackson), la canzone del cuore mia e di Gaia è “Questa sera” di Nino D’Angelo. Su quelle note abbiamo deciso insieme di sposarci. Il primo figlio, Roberto è stato voluto subito da tutti e due. Io ho perso il papà che avevo 12 anni, lui, mio padre ne aveva trenta (la madre a cui Giuseppe è attaccatissimo vive a Napoli e gestisce un negozio di fuochi d’artificio ndc) - racconta Caccavallo parlando di un momento molto intimo della sua vita - Avevo voglia di famiglia. Dopo Roberto è arrivato Cristiano, lo scugnizzo di famiglia e poi la piccola Luce. Insieme a Gaia - continua - sono venuti qui per le feste di Natale - Si sono trovati benissimo, non se ne volevano più andare, hanno trovato grande calore, qui io ho tanti amici, e non solo nel mondo del pallone.
Il futuro?
Il mio contratto con la Carrarese scade a giugno. Io sogno di rimanere a Carrara, in serie B con la maglia azzurra.
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